Introduzione alla psicoterapia cognitivo-comportamentale Introduzione alla psicoterapia cognitivo-comportamentale

Introduzione alla psicoterapia cognitivo-comportamentale

Oggigiorno, si sente sempre più spesso parlare di psicoterapia cognitivo-comportamentale, ma in cosa consiste questa tecnica di terapia, che si sta diffondendo sempre di più? Questa branca del sapere, in realtà, risale ad anni addietro, più precisamente intorno alla seconda metà del ‘900. I padri della psicoterapia cognitivo-comportamentale sono Albert Ellis e Aaron Beck che, stanchi e insoddisfatti dei risultati ottenuti con la psicoanalisi ortodossa, hanno deciso di avvicinarsi ad un altro modo di fare terapia. Ci vorranno gli anni 70-80 del ‘900 affinché la psicoterapia cognitivo-comportamentale si diffonda in tutto il mondo. In Italia, i pionieri, in questo campo, furono Dimaggio, Semerari, Carcione, che si focalizzarono sul concetto di metacognizione. Guidano e Liotti, invece riuscirono a inglobare ed estendere, all’interno della terapia cognitivo comportamentale, la Teoria dell’Attaccamento di Bowlby, dando il via al filone cognitivo-evoluzionista.

In cosa consiste la terapia cognitivo-comportamentale

Ad oggi, possiamo dire che la psicoterapia cognitivo-comportamentale è una forma di terapia utilizzata per affrontare disturbi psicopatologici, come attacchi di panico, ansia, fobie. Per riuscire ad arrivare a un miglioramento, ci si addentra nelle emozioni del paziente, nei suoi pensieri, partendo dai suoi comportamenti, e capendo come essi possano incidere sulla sua vita di tutti i giorni. Attualmente, è considerato uno dei modelli più efficaci e affidabili per la comprensione di questi disturbi. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) si propone di aiutare i pazienti ad individuare i pensieri ricorrenti e di analizzare tutti gli elementi disfunzionali del ragionamento e d’interpretazione della realtà, per indicare loro elementi più funzionali da integrare.

In quanto diffusa a dismisura, negli ultimi tempi, come terapia per migliorare i comportamenti e gli schemi di ragionamento dei pazienti, sono molti i centri nati appositamente per dare supporto alle persone in difficoltà. Uno di questi, è il CENTRO FLEGREO DI PSICOTERAPIA COGNITIVA www.psicoterapiaflegrea.it, che si occupa di psicoterapia cognitivo-comportamentale per adulti e bambini a Napoli e in Campania.

La terapia cognitivo-comportamentale nei bambini

Nel paragrafo precedente si è fatto riferimento a un centro campano, specializzato in psicoterapia cognitiva anche per bambini, ma come può, questa terapia, entrare nella vita di un essere che ancora non ha formato completamente la sua personalità e i suoi schemi di ragionamento? Contrariamente a quanto si possa pensare, essa può essere d’aiuto a tutte le età. Proprio come dimostrato dalle informazioni riportate dal sito https://www.step1.it/psicoterapia-nei-bambini-cose-come-funziona/, la psicoterapia cognitivo-comportamentale è adatta anche ai bambini. Utilizzando una metodologia diversa rispetto a quella usata con gli adulti, il terapeuta punta a educare modelli di pensiero positivi, che permettono al bambino di correggere una condotta sbagliata, eliminare i comportamenti disfunzionali e vivere più serenamente le sue relazioni con gli altri. Chiaramente, la richiesta d’aiuto deve partire da qualche membro del nucleo familiare del bambino, o da chi gli è vicino in altri contesti, come l’insegnante. Devono essere gli adulti a captare i primi segnali che fanno scattare il campanello d’allarme.

Ansia, stress, disturbi dell’umore, comportamenti scorretti che hanno la loro causa chiusa in un cassettino che solo il terapeuta, con le giuste tecniche e metodologie, potrà aprire. La terapia diventa quasi un gioco, perché vengono utilizzati dei giochi veri e propri per stimolare le parti del cervello del paziente, rivelando dettagli che per il terapeuta possono essere fondamentali. Il bambino non verrà mai lasciato solo in questo percorso, né dallo psicoterapeuta, né dai genitori, che devono dimostrarsi disponibili per qualsiasi incontro e colloquio, che possa supportare il loro figlio.

I vantaggi della psicoterapia cognitivo- comportamentale

Come dimostrato anche dall’articolo riportato su questo sito https://www.aidap.org/2018/motivi-cui-la-terapia-cognitivo-comportamentale-lattuale-gold-standard-della-psicoterapia/, la CBT è il gold standard nel campo della psicoterapia. I margini di miglioramento non sono da escludere, ma ad oggi è una terapia utilizzata per lavorare su molti disturbi che affliggono la persona. Tra questi:

  • Disturbi d’ansia;
  • Disturbi dell’umore unipolari e bipolari;
  • Disturbi del comportamento alimentare;
  • Disturbo ossessivo-compulsivo;
  • Disturbo post-traumatico da stress;
  • Dipendenze patologiche;
  • Disturbi sessuali;
  • Insonnia e disturbi del sonno;
  • Disturbi della personalità;
  • Schizofrenia e psicosi;

Il doppio epiteto di questo percorso suggerisce due diverse terapie, che si incontrano e si fondono: quella cognitiva e quella comportamentale. Quest’ultima aiuta a modificare e migliorare la relazione tra le situazioni che creano difficoltà e la reazione della persona che si trova a viverle. La terapia cognitiva, invece, aiuta a migliorare gli schemi di ragionamento, integrando pensieri che garantiscano più benessere alla persona stessa.

Il percorso non ha una durata uguale per tutti, ma solitamente si va dai quattro ai dodici mesi. Tutto varia in base alla gravità del disturbo trattato. Lo scopo della psicoterapia cognitivo- comportamentale è proprio quello di migliorare entrambi gli aspetti del paziente, e si articola in varie fasi, che cambiano e si evolvono in maniera graduale, adattandosi anche al cambiamento del paziente.

La terapia cognitivo-comportamentale online: funziona o non funziona?

La terapia cognitivo comportamentale online può essere anche un’ottima alternativa a quella di presenza, perché bypassa ogni altra condizione che sarebbe superflua per il trattamento del paziente stesso. Questo ti consente di poter trovare un bravo specialista anche sul web, a distanza, e condurre la tua seduta, ottenendo risultati ugualmente ottimali. Ci sarà un primo colloquio, nel quale il terapeuta verrà a conoscenza del paziente e dei disturbi del paziente. Una volta giunti ad un accordo, e stilato un piano di procedure, il dottore stilerà un contratto che invierà a chi c’è dall’altra parte dello schermo, e solo in seguito si potrà procedere a degli incontri settimanali online.

Uno dei vantaggi di queste sedute a distanza è il fatto che il paziente possa sentirsi a suo agio maggiormente, dal momento parla di sé proprio nella sua comfort zone. Gli studi di psicologi e psicoterapeuti, alle volte, possono intimorire. Con gli incontri online, invece, l’ansia di spostarsi, e il dover dare spiegazioni ad altri su dove si va, si azzerano.

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