Rinnovo contratti a termine e non solo: cosa cambia dopo l’approvazione del Decreto Lavoro

Ci sono importanti novità a seguito dell’approvazione del Decreto lavoro. Ecco cosa cambierà per i lavoratori e non solo.

Il decreto lavoro ha ottenuto il via libera dal Parlamento. Questo comporterà notevoli cambiamenti per milioni di lavoratori. Vediamo nel dettaglio cosa dice il testo.

Approvato il decreto lavoro
Via libera al Decreto lavoro-(Giorgia Meloni Facebook)- Step1.it

Via libera di Camera e Senato al decreto lavoro seppur con alcune modifiche rispetto al testo originario. Gli emendamenti, infatti, sono stati tanti, soprattutto da parte di Palazzo Madama. E hanno trovato accoglimento quasi tutti. Con la conversione in legge del Decreto lavoro le novità saranno tante per i lavoratori dipendenti, per i datori di lavoro ma anche per i percettori dei sussidi che sostituiranno il Reddito di cittadinanza.

Il sussidio grillino, infatti, a breve sparirà per lasciare il posto a due nuove misure: l’assegno di inclusione e il Supporto formazione e lavoro. Obiettivo del Governo di Giorgia Meloni è stimolare le assunzioni, in particolare dei giovani e contrastare il calo delle nascite sostenendo i lavoratori con figli a carico.

Decreto lavoro: tutte le novità

Il Governo Meloni ha voluto mettere mano in modo strutturale al mondo del lavoro apportando modifiche importanti su più fronti. Vediamo, allora, tutte le novità.

Decreto lavoro novità
Forti incentivi a chi assume i giovani/ Step1.it

Una delle novità più rilevanti- finalizzate a contrastare la disoccupazione- è l’abolizione dell’obbligo di causale per il rinnovo dei contratti a termine per un massimo di 12 mesi. In questo modo si agevolano i rinnovi dei contratti a tempo determinato che, comunque, consentono a milioni di persone di lavorare e portare a casa uno stipendio. Abolito anche il limite del 20% dei contratti in apprendistato sul totale dei lavoratori.

Un’altra novità importante riguarda la detassazione dei fringe benefit fino a 3000 euro per i lavoratori dipendenti con figli minori a carico. Un aiuto per le famiglie con figli: un modo per cercare di contrastare il calo delle nascite. Inoltre i lavoratori del settore privato con figli under 14 – esattamente come i lavoratori fragili sempre del privato – potranno continuare a lavorare da casa fino al 31 dicembre 2023. Invece i dipendenti del pubblico potranno lavorare in smart working solo fino al 30 settembre. Previsti incentivi fino al 60% per le aziende che assumono i cosiddetti NEET: cioè ragazzi con meno di 30 anni che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione.

Infine è stata introdotta una novità anche riguardo l’assegno di inclusione, il sussidio che, a partire dal prossimo gennaio, prenderà il posto del Reddito di cittadinanza e che si rivolgerà a nuclei familiari in cui sono presenti minorenni, persone con più di 60 anni o disabili. Il Senato ha approvato un emendamento secondo cui, se in una famiglia ci sono bambini con meno di 14 anni, si potrà rifiutare un’offerta di lavoro, sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, se il posto di lavoro dista più di 80 km da casa o se per raggiungerlo bisogna fare un viaggio sui mezzi pubblici superiore ai 120 minuti. Inoltre le donne vittime di violenza potranno costituire un nucleo familiare indipendente in modo da avere un Isee più basso che consenta loro di ottenere l’assegno di inclusione.

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