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Lavori da remoto? Ecco come diventerai quando sarai anziano | Non è un bel vedere

Il lavoro da remoto, o smart working che dir si voglia, è indubbiamente una grande comodità. Ma il prezzo da pagare nel lungo termine potrebbe essere molto alto: ecco una proiezione di qui a un’ottantina d’anni. 

Si fa presto a dire telelavoro. La comodità dell’ufficio in casa è fuori discussione, e dopo le restrizioni legate al Covid abbiamo visto un vero e proprio boom dello smart working. In molti casi, lavorare da casa è la scelta migliore per equilibrare professione e vita privata. Ma guai a dimenticare di osservare una serie di regole, a partire dalla cura del proprio corpo. Ce lo ricorda un inquietante modello di come potrebbero diventare i lavoratori da remoto nel 2100.

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I rischi sottovalutati dello smart working (Step1.it)

Se lo smart working offre una maggiore flessibilità ai dipendenti e una gestione del tempo più personalizzabile, dall’altro comporta altri e non trascurabili problemi. Se non si usa una sedia ergonomica, un pc con lo schermo alla giusta distanza dagli occhi e una scrivania di altezza adeguata rispetto alla propria statura, la postura scorretta presenterà prima o poi un conto molto salato.

Gli effetti collaterali del lavoro da remoto

A lanciare l’allarme è Furniture At Work, una nota e grande azienda specializzata in mobili per ufficio che ha presentato un modello spaventoso di come potrebbero diventare i telelavoratori tra un’ottantina d’anni. Il modello – una donna che è stata chiamata Anna – fa veramente orrore e pietà: ha la gobba, gli occhi piccoli e gonfi, le mani che sembrano artigli e – come se non bastasse – è in sovrappeso. Le cause di un tale aspetto fisico sono facilmente immaginabili: postura lavorativa sbagliata, cattiva esposizione ai monitor, mani storpiate da mouse e tastiera, eccessiva sedentarietà.

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Gli effetti collaterali del lavoro da remoto (Step1.it)

Il modello trae ispirazione da uno studio condotto dall’Università di Leeds, secondo cui circa un terzo dei telelavoratori in Inghilterra non dispone di uno spazio idoneo allo smart working, tanto che spesso usa il pc su letti e divani! La campagna del costruttore di mobili per ufficio – lanciata (anche) a chiaro scopo di marketing – non è stata immune da critiche: non a caso il relativo post sul blog aziendale è stato rimosso. Ma il campanello d’allarme ha il suo perché.

Se non vogliamo finire come Anna, dovremmo adottare tutte le misure per rimanere in buona salute anche se lavoriamo da casa. Tra queste, basti citare le più importanti: pause regolari per far risposare gli occhi, una passeggiata in pausa pranzo per sgranchirsi le gambe e riattivare la circolazione, un po’ di stretching per evitare dolori al collo e alla schiena, una postazione di lavoro (luci, sedia, scrivania, monitor) che non ci danneggi fisicamente in alcun modo.

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