I DIARI DI CHI HA DECISO DI PIANTARE LA TENDA NELLA NOSTRA COMMUNITY
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17 maggio 2009 00:35 | Valerio | 1 commento | vai all'ultimo commento
Il 15 maggio scadeva la data per l’invio al ministero della nuova offerta formativa (e quindi della riorganizzazione dei corsi), però il cinquanta per cento di atenei ha chiesto al ministero la possibilità di prorogare di un mese, spostando al 15 giugno. All'università La Sapienza di Roma - l’ateneo più grande d’Italia - sono stati soppressi 46 corsi di laurea su 373. «Abbiamo fatto accorpamenti - ha spiegato il rettore Luigi Frati - e soppresso duplicazioni di corsi con pochi iscritti, o totalmente sganciati dal mondo del lavoro». Ecco qualche esempio: «Psicologia 2 - continua Frati - aveva quattro corsi di laurea triennale (di cui uno in teledidattica) più o meno simili con piccole varianti nel titolo: Scienze e tecniche psicologiche dello sviluppo, dell’educazione, poi della comunicazione, del marketing. Questi corsi sono ridotti a due, lasciando quello a distanza. Chiusi alcuni corsi dell’area economica in sedi decentrate». Con le sue ventuno facoltà, 109 dipartimenti, 146.769 iscritti (di cui 30.000 fuorisede e 7.000 stranieri), 19.000 laureati l’anno e 4.686 docenti La Sapienza si adegua. Il 2009 sarà l’anno in cui gli atenei dovranno cambiare passo e dimostrare di essere «virtuosi». Dal che dipenderà la possibilità di avere accesso ai fondi «meritocratrici», cioè i 500 milioni corrispondenti al 7% del Fondo di finanziamento ordinario. Mentre i rettori si trastullano a dimostrare chi è il più risparmiatore, la Gelmini lima il decreto, già annunciato per la scorsa settimana, che conta di presentare in Consiglio dei ministri. Che cosa conterrà? Eè probabile che oltre al parametro delle spese al di qua del 90%, l'assegnazione dei fondi premierà anche i CFU conseguiti (e perciò "esami più facili per tutti"?), la quantità di corsi di laurea tagliati, ecc. Mentre, entro il 2011, i premi «meritocratici» dovrebbero salire in percentuale du FFO (fondo dfi finanziamento ordinario). Ma non si parla di fondi aggiuntivi: sarà la ridistribuzione della stessa torta, già ridotta di peso dal Governo. Non c'è rettore però che non si vanti di aver chiuso dei corsi di laurea. A Bologna Pier Ugo Calzolari è anche lui giubilante: «Dopo i 15 corsi di laurea chiusi l’anno scorso, per il prossimo anno ne abbiamo soppressi altri tre». commenti
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