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invia la discussioneQuei violenti dell'Experia, che mi ripararono la biciletta.
13 febbraio 2009 11:25 | r.r. | 1 commento | vai all'ultimo commento
Non ho mai frequentato, nè tutt'ora lo faccio i centri sociali catanesi. Ho vissuto altre esperienze fuori Sicilia di questo tipo, ma a Catania mai pienamente. Per cui non farò qui una arringa difensiva nè di un centro, nè dell'altro. Nè tantomeno, una accusa. Racconterò però un fatto. Anzi due.

Il primo mi riguarda personalmente. Riguarda me e la mia biciletta. Da tempo sapevo che i ragazzi della Ciclofficina si erano trasferiti dall'Auro all'Experia continuando a svolgere varie attività inerenti "le biciclette". Sapevo anche che aiutavano a riparare le bici "guaste" o con problemi. Così, un lunedì sera, sono andato. Non conoscevo nessuno, nè all'Experia, nè alla Ciclofficina. Ho bussato con la mia bici, sono entrato, ho chiesto se qualcuno fosse disponibile e in 10 minuti avevo tre ragazzi sopra la mia bici con le mani piene di grasso. Poi però mi hanno detto: "ora tocca a te". Mi hanno fatto vedere come dovevo finire il lavoro e la mia bici funziona a meraviglia. "Quanto pago?", faccio io. "Nulla" fanno loro. "Se vuoi porta uno svitol la prossima volta". Non c'è stata una prossima volta perché la bici non si è più rotta. Mentre tutto ciò accadeva, mentre il posto si riempiva di bici e di facce "giovani", è entrato un "papà" con una faccia non "universitaria". Era uno del quartiere. Lo so perché più o meno in quel quartiere ci vivo e perché nessuno che vive al Corso Italia porta la bici della figlia alle 21.30 di un lunedì d'inverno. "La lasci qui" fa uno di loro. Il padre ringrazia e dopo qualche giorno, immagino, quella bici di quella bambina (era rosa!) è stata sistemata.

L'altra storia? Riguarda un mio studente americano che ha vissuto a Catania per tre mesi e mezzo e in un elaborato scritto, alla fine del corso, ha detto che tra le cose che più gli rimarranno impresse di Catania c'è proprio il C.P.O. Experia. Lì lui ha svolto un corso di Capoeira e ha avuto modo di toccare con mano (ma ne aveva già sentore) che in questi luoghi non si "mangiano i bambini" nè si pratica la violenza.

Ripeto, ho voluto raccontare questi due fatti. L'Experia non ha bisogno certo di avvocati difensori, nè io voglio esserlo nè sarei all'altezza. Credo che le loro attività proprio dentro il quartiere e proprio con il quartiere parlino più di mille interviste e comunicati.


commenti
  1. non ci Dexperiamo
    inviato da Nino Amato il 26 febbraio 2009 22:57
    Riporto pari pari parte della nota in cui Giacomo Bellavia descrive
    "coloro che occupano abusivamente immobili di pubblica proprietà per trasformarli
    in luoghi dove si pratica la discriminazione, la violenza, la cultura della droga, o nel migliore dei casi si bivacca e si distrugge, come nei centri sociali occupati Auro e Experia".

    Mi scuso per la forma della citazione, vediamo di correggerla almeno nei contenuti:

    "...luoghi dove si pratica la discriminazione...": Se esiste un luogo dove si pratica la tolleranza e l'integrazione razziale a Catania è proprio il CPO Experia. Tra gli iscritti alle palestre poco meno del 50% sono di diversa nazionalità. L'unica forma di discriminazione all'interno del centro è nei confronti dei picchiatori fascisti, in pieno accordo con la nostra amata Costituzione.

    "...la violenza...": Forse si riferisce ai corsi di lotta greco-romana, alla boxe, alla capoeira e al judo? (In effetti qualche mese fa facendo capoeira mi sono rotto un'unghia) Se non fosse per l'Experia chi non ha 40 euro al mese per la palestra sarebbe costretto ad usare i passanti come punchball. Lo sport è un diritto a cui l'amministrazione catanese non riesce a far fronte.

    "...la cultura della droga...": Chiunque abbia solo provato a tirare fuori di tasca uno spinello all'interno o nei pressi del CPO è stato gentilmente allontanato dagli occupanti o da qualsiasi altro tesserato della palestra, me compreso. Tralaltro questo è chiaramente esplicitato tramite cartelli distribuiti per tutta il centro.

    "...si bivacca e si distrugge...": Il centro popolare Experia si tiene su grazie all'infaticabile lavoro ed impegno di giovani volontari che, piuttosto che bivaccare e distruggere, costruiscono da sè ogni minima cosa possa servire al bene comune, con le proprie mani, il proprio sudore e senza vedere in cambio il becco di un quattrino. Magari ce ne fossero di più di questi sfaticati demolitori!

    Si parlava anche di discriminazione politica e, riguardo a questo, potrei annoverare decine di frequentatori dell'Experia senza colore e senza cappello (tra cui io). Se dovesse servire ho lasciato la mia email.

    Tanto per avvalorare la testimonianza del titolare di questo articolo confermo che ho conosciuto il suo studente americano (Sean) e che in pochi mesi è diventato proprio un bravo capoerista.

    Grazie per l'opportunità di raccontare la verità. Invito chiunque a verificare.


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