Step1
I DIARI DI CHI HA DECISO DI PIANTARE LA TENDA NELLA NOSTRA COMMUNITY
Strani giorni

rssStrani giorni
di rocco rossitto
Non ditemi che questi sono giorni normali!

chi sono
O MEGLIO COS'È QUESTO BLOG!?!

Osservare Catania è uno spettacolo, molte volte triste. In generale sono Strani Giorni quelli che questa città sta vivendo, che vive ormai da anni. Se poi lo sguardo volge altrove, ampliando la visuale, la situazione non sembra cambiare di molto. No?

segno zodiacale
Cancro

mi piace
La parmigiana, la carne di cavallo, la mafaldina calda con i semi e il cannolo da Savia gusto ricotta. La bibità mandarino rosso e limone, ma in acqua semplice che non bevo cose gassate. Il salame turco che fa mia mamma e i panini al carrozzone. Il gelato al pistacchio e cioccolato nero di quaranta.

radio e tv
La radio la ascolto in macchina: caterpillar su radio 2, deejay chiama italia, tropical pizza e bside su radiodeejay, radio zammù spesso e volentieri.
La tv la guardo a casa: dai tg sempre e comunque, alle serie, alle trasmissioni trash che tanto mi piacciono, ma tanto mi imbarazzano e quindi cambio canale.

musica
roccorossitto.it/musica

link
roccorossitto.it

archivio



i blog della tribù


chiedo la parola
 
La posta del cuore
di Lola Lowe
Problemi di cuore? Lola Lowe č pronta ad ascoltarti e offrirti un consiglio. Inviale un messaggio all'indirizzo di posta elettronica (la privacy č garantita) a lolaloweposta@gmail.com
 
le vostre immagini
 
videoblog
di Redazione Step1
I video segnalati dai lettori
Proponi un video »
 
Al Bar dello Sport
di Gianluca Nicotra
Una finestra "distorta" sullo sport,
un occhio indiscreto e curioso
 
Cafč de Flore
Un modo nuovo di promuovere la musica emergente e scoprire nuove etichette indipendenti
 
Geek Café
di Daniele Bazzano
Per discutere di tecnologia in modo rilassato e comprensibile
 
Mediatika Campus
di Rosa Maria Di Natale
Taccuino su giornalismi, blogosfere e digital life
 
New Picnic Time
di Riccardo Marra
Musiche, cronache e senape.
NPT č uno spuntino del rock
 
Questo aereo ferma ad Acireale?
di Silvia Lo Re
Professione? assistente di volo.
Scherzi? No, 'mbare, te lo giuro.
 
Strani giorni
di Rocco Rossitto
Non ditemi che questi sono giorni normali!
 
Associazione Addiopizzo Catania
Un intero popolo che paga il pizzo č un popolo senza dignitą
 
Asterischi
di Asterischi
note a pič di pagina
 
CittąInsieme
di CittąInsieme
La Societą Civile di Catania
 
Isacco Nucleare
di Daniele Palumbo
La "vittima" preferita del Giornalismo Universitario
 
L'Anchilosauro
di Riccardo Raimondo
Il verso dell'anchilosauro: fanta politica / costume / societą
 
Sketch 1
di Cristiano Costa
Una vignetta sul mondo
 
Slash Band
di Slash Band
la trasmissione di Radio Zammł per la promozione della musica emergente
 
Trerighe
di Roberto Pirruccio
Senza parentesi, aiuti la sintesi.
 
Visti da Qui
di Matteo Rizzo
Se guardi da vicino non metti a fuoco.
 
redazione
 
vecchio forum
Tutti i post dei lettori di step1,
dal gennaio 2005 all'agosto 2008
 
torna a tutti i blog

invia la discussione10 euro per I SICILIANI
28 luglio 2009 17:28 | r.r. |
Poche storie: ci siamo lamentati per anni che a Catania l'informazione è marcia. Mentre ci lamentavamo ricordavamo di quanto "bella" sia stata l'esperienza de I SICILIANI e di quel giornale che non fu solo un giornale.

Ora dopo 25anni, alcuni di loro rischiano la casa per dei debiti contratti all'epoca. Il rischio è concreto. A settembre li sfrattano. Uno di loro, lo ricordiamo bene, non ha rischiato la casa: è stato ammazzato dalla mafia prima.

Stasera c'è uno dei tre spettacoli organizzati. il prezzo è 10 euro. Se sei impegnato, perdi due minuti, passa e compra il biglietto.

VIA LANDOLINA, 10. Cortile Platamone. Ore 21

- NON CONTA UN CAZZO ADERIRE A CAMPAGNE SU FB QUANDO REPORT PARLA DI CATANIA O QUANDO CI LAMENTIAMO E BASTA - SGANCIA STI 10 EURO E FAI GIRARE LA NOTA METTENDOLA ORA SUL TUO PROFILO

Rocco
ps.1
Ecco il cartellone:
Il 28 luglio, ci sarà uno speciale concerto di musicisti isolani per “I Siciliani".
Il 20 agosto per la messa in scena di “Foemina Ridens”, spettacolo teatrale adattato da Pippo Fava.
Il 27 agosto una serata al femminile, con esibizione di artiste siculiane.

ps.2
Voi saperne di più? Leggi qui: APPELLO PER I SICILIANI
http://www.ucuntu.org/Appello-per-I-Siciliani.html
rispondi
invia la discussioneKanjano+Ferro: Carnet di viaggio a gas e fumetti.
21 luglio 2009 12:02 | r.r. |
Piccola nota: nella pausa estiva, Strani Giorni, ospiterà le tavole di kanjano+ferro. Sono due amici, catanesi, ma soprattutto sono tra "i fumettisti" più in gamba in circolazione in Italia (e in questo caso in Europa).
Buon viaggio, ragazzi. R.R.




rispondi
invia la discussioneCaro Enrico, un giocatore lo si riconosce...
13 luglio 2009 14:15 | r.r. |
Caro Enrico,
mi porto dentro alcune immagini legate a te che vorrei scrivere per cercare un po' di placare questa situazione di disagio che sto vivendo da qualche ora, da quando dopo 2 giorni di "spina staccata" apprendo da step1 quello che è successo.

Ma non ti scriverò nulla, in realtà. Altri lo stanno già facendo e hanno più voce in capitolo. Io me le tengo per me, perché mi riempiono di orgoglio e sono piccole cose, sciocchezze, ma che mi porterò dentro, spero, per molto.

Se non è dai particolari che si vede un giocatore, un giocatore lo si riconosce dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
E tu sei un grande giocatore.

Ciao
Rocco
rispondi
invia la discussioneAPPELLO PER "I SICILIANI"
22 giugno 2009 09:56 | r.r. |
Fai girare! "A che serve vivere se non si ha il coraggio di lottare?" G.F.

da U Cuntu 44 - http://www.ucuntu.org/

APPELLO PER "I SICILIANI"


Dopo l'assassinio mafioso di Giuseppe Fava, il 5 gennaio 1984, i redattori de I Siciliani scelsero di non sbandarsi, di tenere aperto il giornale e di portare avanti per molti anni la cooperativa giornalistica fondata dal loro direttore,affrontando un tempo di sacrifici durissimi in nome della lotta alla mafia e della libera informazione. Anni di rischi personali, di stipendi (mai) pagati, di concreta solitudine istituzionale (non una pagina di pubblicità per cinque anni!)

Oggi, a un quarto di secolo dalla morte di Fava, alcuni di loro (Graziella Proto, Elena Brancati, Claudio Fava, Rosario Lanza e Lillo Venezia, membri allora del CdA della cooperativa) rischiano di perdere le loro case per il puntiglio di una sentenza di fallimento che si presenta - venticinque anni dopo - a reclamare il dovuto sui poveri debiti della cooperativa. Il precetto di pignoramento è stato già notificato, senza curarsi d'attendere nemmeno la sentenza d'appello. Per paradosso, il creditore principale, l'Ircac, è un ente regionale disciolto da anni.

E' chiaro che non si tratta di vicende personali: la redazione de I Siciliani in quegli anni rappresentò molto di più che se stessa, in un contesto estremamente difficile e rischioso. Da soli, quei giovani giornalisti diedero voce udibile e forte alla Sicilia onesta, alle decine di migliaia di siciliani che non si rassegnavano a convivere con la mafia. Il loro torto fu quello di non dar spazio al dolore per la morte del direttore, di non chiudere il giornale, di non accettare facili e comodi ripieghi professionali ma di andare avanti. Quel torto di coerenza, per il tribunale fallimentare vale oggi quasi centomila euro, tra interessi, more e spese. Centomila euro che la giustizia catanese, con imbarazzante ostinazione, pretende adesso di incassare per mano degli ufficiali giudiziari.

Ci saranno momenti e luoghi per approfondire questa vicenda, per scrutarne ragioni e meccanismi che a noi sfuggono. Adesso c'è da salvare le nostre case: già pignorate. Una di queste, per la cronaca, è quella in cui nacque Giuseppe Fava e che adesso, ereditata dai figli, è già finita sotto i sigilli. Un modo per affiancare al prezzo della morte anche quello della beffa.

La Fondazione Giuseppe Fava ha aperto un conto corrente (che trovate in basso) e una sottoscrizione: vi chiediamo di darci il vostro contribuito e di far girare questa richiesta. Altrimenti sarà un'altra malinconica vittoria della mafia su chi i mafiosi e i loro amici ha continuato a combatterli per un quarto di secolo.

Elena Brancati, Claudio Fava, Rosario Lanza, Graziella Proto, Lillo Venezia

I bonifici vanno fatti sul cc della "Fondazione Giuseppe Fava"
Credito Siciliano, ag. di Cannizzaro, 95021 Acicastello (CT)
iban: IT22A0301926122000000557524
causale di ogni bonifico: per "I siciliani"


+++++++++++

PERCHÉ BISOGNA APPOGGIARE I SICILIANI

Chiediamo a Libera, all'Ordine dei Giornalisti, al sindacato, alla Lega delle Cooperative di prendere pubblicamente posizione a favore dei Siciliani e di organizzare in prima persona la solidarietà con essi. Non è solo “aiutare i Siciliani”. E' fare tutti un passo avanti, difendere una libertà sotto attacco per difenderle tutte
“Il clima morale della società è questo. Il potere si è isolato da tutto, si è collocato in una dimensione nella quale tutto quello che accade fuori, nella nazione reale, non lo tocca più e nemmeno lo offende, né accuse, né denunce, dolori, disperazioni, rivolte. Egli sta là, giornali, spettacoli, cinema, requisitorie passano senza far male: politici, cavalieri, imprenditori, giudici applaudono. I giusti e gli iniqui. Tutto sommato questi ultimi sono probabilmente convinti d'essere oramai invulnerabili”.

* * *

E' una città del sud - anni '80 - quella di cui ci parla Giuseppe Fava. Con la sua mafia, la sua violenza, e soprattutto il suo stretto rapporto con poteri politici, imperi economici e monopolio dell'informazione. Quest'ultimo è l'anello essenziale, quello che dei vari elementi fa un Sistema. Lo sappiamo tutti. Sappiamo come funziona Catania, come funziona il sud.
La novità è che oggi Giuseppe Fava non parla più di Catania. Parla di tutta Italia, parla di Milano, parla di Roma. La mafia - com'era facilmente prevedibile – ha risalito il nord. La volgarità d'un Graci o d'un Rendo riempie oggi, con altri nomi, le chronicles from Italy della stampa internazionale. Tutto ormai è dilagato dappertutto. Ancora una volta, il centro è il monopolio dell'informazione. Non solo per la rimozione delle notizie (che è ormai abituale), ma soprattutto per la decostruzione sistematica dei pensieri comuni e la loro sostituzione con altri congrui al sistema, non civili.

* * *

Come ci vorrebbe adesso un Giuseppe Fava, un Siciliani! Allora, la lotta sua e dei suoi ragazzi fu durissima, e non priva - per quella fase - anche di successi. Lui la pagò come sappiamo. I suoi redattori con vite durissime, ai limiti del tollerabile, fra miseria e minacce. Eppure, nessuno tradì. Molti continuarono. I Siciliani, in realtà, non sono finiti mai. Hanno strade diverse, diversi nomi. Ma ci sono.

* * *

L'Ordine dei giornalisti, il sindacato (la corporazione insomma: nel senso antico e tecnico, di mestiere) negli anni di Giuseppe Fava sono stati lontanissimi da lui. Sembrava un mestiere tranquillo, una “professione”; qualcosa che garantisse insieme uno status sociale e una funzione. Che non ci sono più. “Giornalista”, in questi anni, è tornata ad essere una parola ambigua, su cui fare scelte: o Ministero dell'Informazione, o militanza civile. La nostra “corporazione”, spalle al muro, sta scegliendo ora. Alcuni pochi tradiscono; per molti invece è l'ora della dignità.
La Lega delle Cooperative (di cui I Siciliani facevano parte) tradì Giuseppe Fava e i suoi redattori. Preferì fare affari con gli imprenditori collusi. Questo l'abbiamo pagato con infiniti dolori. Cosa intendono fare, dopo un quarto di secolo, coloro che la reggono ora? Possono rimuovere, certo, queste righe. Ma sappiamo che in questo momento le leggono. E aspettiamo la loro risposta.
Al tempo di Giuseppe Fava, il nuovo movimento antimafia era agli albori. Noi abbiamo contribuito a fondarlo (l'Associazione I Siciliani, Siciliani Giovani, l'idea di distribuire i beni confiscati) ma da allora se n'è fatti di passi su questa strada. C'è Libera di don Ciotti e dalla Chiesa, ci sono le associazioni locali, c'è Addiopizzo. Ci sono addirittura dei politici che sono saliti a Roma o Bruxelles grazie principalmente alle tematiche antimafiose; ed interi partiti che si appoggiano ad esse.

* * *

Dall'Ordine e dal Sindacato dei giornalisti, dai dirigenti di Legacoop, dagli esponenti dell'antimafia civile, ci aspettiamo una pubblica e combattiva presa di posizione sul caso dei Siciliani.
La sottoscrizione è già partita (l'appello è a pagina otto) e hanno già cominciato a rispondere i cittadini. Ma è evidente che non avrà successo senza l'appoggio aperto e organizzato di forze ben più grandi di noi. Servono soldi e serve appoggio politico, (forse ancora di più).
La lotta dei Siciliani è stata, e in un certo senso è ancora, una delle lotta più dense del dopoguerra: contro il sistema mafioso, per l'informazione. E' un caso esemplare, un modello; e come tale va usato. Schierarsi pubblicamente coi Siciliani, qui ed ora, è la cosa più “politica" che si possa fare.

Riccardo Orioles
rispondi
invia la discussioneAlcune buone notizie su Catania: querelata la Rai!
21 marzo 2009 14:30 | r.r. | 5 commenti
Apprendo dal Tg1 che l'editore/direttore del quotidiano la Sicilia, Mario Ciancio San Filippo, ha dato mandato ai suoi avvocati di querelale la Rai per la puntata di Report su Catania. L'edizione è quella delle 13.30, il giorno 21 marzo,  lo speaker Francesco Giorgino. La notizia viene data sul finire del tg, ma non alla fine, in terzultima posizione circa.

La notizia si trova anche qui: http://www.lasiciliaweb.it/index.php?id=18930&template=lasiciliaweb. Anche il tg3 regionale dedica un flash.

Quindi, quali sono queste buone notizie?
La prima è che si accerterà se Report ha diffamato l'editore/direttore Mario Ciancio. Se ciò accadrà, la Rai e Report saranno "condannati" a pagare la sansione prevista dal giudice. Ma se Report non avrà diffamato Mario Ciancio la si smetterà di attaccare la trasmissione che ha avuto l'unica colpa di parlare dove gli altri, spesso e volentieri (ma non sempre), tacciono. E soprattutto non ci saranno aloni e dubbi su quel che Report ha raccontato. Almeno nelle parti che riguardano la presunta "diffamazione".

Ancora: il Tg1, che ha giustamente fatto sapere della prossima querela, dovrà dedicare lo stesso spazio per l'esito della querela. Almeno questo l'auspicio. Idem per il tg3 e per lasiciliaweb.it

ps.
sarebbe interessante leggere la querela e capire in quali punti si è sentito diffamato l'editore de La Sicilia
5 commenti
invia la discussioneCatania. Report. Il silenzio č gią calato?
16 marzo 2009 12:59 | r.r. | 14 commenti
Oggi ho comprato La Sicilia. Silenzio. Nessun articolo è stato dedicato alla puntata di Report su Catania. Almeno, ho controllato due volte, e mi pare che non ci sia nulla nè sulla edizione "nazionale", nè sulle pagine di Catania. Probabilmente il tutto dipenderà dal tempo. Non c'è stato tempo di scrivere.

Bene. Domani ricomprerò La Sicilia e vedremo cosa ha da commentare.
Nel frattempo Repubblica, anch'essa tirata in ballo da Report pubblica un articolo, che mette pure sul sito. Eccolo: http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/caso-catania/caso-catania/caso-catania.html

E' proprio un bel sunto della puntata. Peccato che il giornalista, (probabilmente su indicazioni del direttore? del caporedattore? di qualcuno?), si sia dimenticato, in questo sunto, di riferire del passaggio in cui si parla di Repubblica e del fatto che decide di non distribuire la sua cronaca locale a Catania. E questo suo silenzio è grave, gravissimo: dov'era Repubblica quando il quotidiano locale pubblicava tutte le pagine con le inaugurazioni durante la tornata elettorale? Perché a Palermo Repubblica è combattiva e a Catania sta in silenzio?

Il silenzio dell'opposizione: non mi risultano (spero vivamente di sbagliarmi!) che il pd locale, con i suoi big nazionali (Bianco? Finocchiaro?), abbia fatto un picchetto sotto il comune, o un più fattibile comunicato stampa. Ma non mi risulta un niente di niente neanche dai vertici regionali, provinciali, etc. Da nessuno. Ma mica lo vengono a dire a me, probabilmente staranno preparando qualcosa. Sicuramente lo staranno facendo. Sicuramente presto, prestissimo faranno una bella manifestazione sotto il comune. Sicuramente...

Dunque tutto è forse già passato? Il silenzio è già calato? Mi sbaglierò, ma domani non uscirà nulla su Report. La Sicilia non alzerà la voce per difendere l'onorabilità della città. Repubblica non farà nessun commento pur essendo tirata in ballo. L'opposizione non convocherà nessuna manifestazione...

Noi, noi urleremo un altro poco e poi ce ne ritorneremo in silenzio. Complici, incazzati, anche noi. Che scrivere quattro cose non ci assolve per nulla.
14 commenti
invia la discussioneSe Step1 e RadioZammu chiudono...
19 febbraio 2009 11:47 | r.r. |
Senza girarci molto attorno e senza dover essere per forza "politically correct": se step1 e radiozammù chiudono la responsabilità sarà esclusivamente della facoltà di Lingue e Letterature Straniere e dell'università di Catania. Io la penso così!

Perché? Perché dovrebbero chiudere due realtà che si basano, fondamentalmente, sull'apporto gratuito di studenti? Perché chi fin'ora ha sostenuto i costi di "gestione", quelli inevitabili, non vuole più mettere i soldi?

E allora facciamo due conti. Quanto costa Step1 e RadioZammu'? Io non lo posso sapere, ma lo chiedo pubblicamente. Quanto costano?  Quanto la facoltà di Lingue e l'Università di Catania non sono disposte a pagare per avere due laboratori pratici e due voci libere nell'etere e nel web?

Perché la questione è tutta politica, non ci sono crisi che tengono, perché i redattori non percepiscono mica uno stipendio mensile? Dunque, i dati. Fateci sapere quanto costa, fateci sapere quanto non vogliono più spendere.
Arriveranno carte bollate che ci spiegheranno che "c'è crisi" per cui scientificamente ci dimostreranno che i costi sono talmente alti che non si possono più sostenere? Bene, comunichino quanto sono disposti a pagare, si faccia una campagna nazionale (perché step1 e radiozammu' sono conosciuti in tutta Italia) per ricevere donazioni per la restante parte. Si faccia qualcosa. Insomma. SI faccia carico l'Università di Catania e la Facoltà di Lingue urlando: "NOI NON POSSIAMO PAGARE TUTTO, MA VOGLIAMO CHE STEP1 E RADIOZAMMU CONTINUINO A VIVERE, CHI CI AIUTA?".

C'è questa volontà politica, o no?

Ora però, allarghiamo il campo. Step1 e RadioZammù sono solo della facoltà di Lingue? No, ci "bazzicano", leggono e ascoltano anche altri studenti. Ne usufriscono solo gli studenti? No, anche i docenti leggono step1. O no?
Quindi, ripeto, lo sforzo potrebbe e dovrebbe essere collettivo. L'università tutta e aggiungerei la facoltà di Lingue con un pizzico di orgoglio in testa dovrebbero far a gara per mettersi in bella vista e dire che loro finanziano questo progetto.

Invece, non è così. Ancora una volta dal basso partono iniziative che inizialmente vengono sostenute da chi di dovere e poi abbandonate. Almeno, il rischio è questo.


PS. CON TANTA SPERANZA
Tutto quanto scritto potrebbe essere smentito, ridicolizzandomi, e comunicando che step1 e radiozammu' vivranno che tra le tante cose utili che la l'Università di Catania finanzia c'è anche Step1 e RadioZammù. Che per esempio, me ne viene in mente una, per un anno la convenzione con La Sicilia è sospesa...
rispondi
invia la discussioneQuei violenti dell'Experia, che mi ripararono la biciletta.
13 febbraio 2009 11:25 | r.r. | 1 commento
Non ho mai frequentato, nè tutt'ora lo faccio i centri sociali catanesi. Ho vissuto altre esperienze fuori Sicilia di questo tipo, ma a Catania mai pienamente. Per cui non farò qui una arringa difensiva nè di un centro, nè dell'altro. Nè tantomeno, una accusa. Racconterò però un fatto. Anzi due.

Il primo mi riguarda personalmente. Riguarda me e la mia biciletta. Da tempo sapevo che i ragazzi della Ciclofficina si erano trasferiti dall'Auro all'Experia continuando a svolgere varie attività inerenti "le biciclette". Sapevo anche che aiutavano a riparare le bici "guaste" o con problemi. Così, un lunedì sera, sono andato. Non conoscevo nessuno, nè all'Experia, nè alla Ciclofficina. Ho bussato con la mia bici, sono entrato, ho chiesto se qualcuno fosse disponibile e in 10 minuti avevo tre ragazzi sopra la mia bici con le mani piene di grasso. Poi però mi hanno detto: "ora tocca a te". Mi hanno fatto vedere come dovevo finire il lavoro e la mia bici funziona a meraviglia. "Quanto pago?", faccio io. "Nulla" fanno loro. "Se vuoi porta uno svitol la prossima volta". Non c'è stata una prossima volta perché la bici non si è più rotta. Mentre tutto ciò accadeva, mentre il posto si riempiva di bici e di facce "giovani", è entrato un "papà" con una faccia non "universitaria". Era uno del quartiere. Lo so perché più o meno in quel quartiere ci vivo e perché nessuno che vive al Corso Italia porta la bici della figlia alle 21.30 di un lunedì d'inverno. "La lasci qui" fa uno di loro. Il padre ringrazia e dopo qualche giorno, immagino, quella bici di quella bambina (era rosa!) è stata sistemata.

L'altra storia? Riguarda un mio studente americano che ha vissuto a Catania per tre mesi e mezzo e in un elaborato scritto, alla fine del corso, ha detto che tra le cose che più gli rimarranno impresse di Catania c'è proprio il C.P.O. Experia. Lì lui ha svolto un corso di Capoeira e ha avuto modo di toccare con mano (ma ne aveva già sentore) che in questi luoghi non si "mangiano i bambini" nè si pratica la violenza.

Ripeto, ho voluto raccontare questi due fatti. L'Experia non ha bisogno certo di avvocati difensori, nè io voglio esserlo nè sarei all'altezza. Credo che le loro attività proprio dentro il quartiere e proprio con il quartiere parlino più di mille interviste e comunicati.
1 commento
invia la discussioneCaro Zenga, se Catania...
03 gennaio 2009 21:09 | r.r. | 1 commento
Caro Zenga,
le scrivo perché mi distraggo un po'.

Ho appena sentito al tg3 regionale la sua dichiarazione: "A Catania si vive stupendamente bene". Mi pare proprio di aver sentito così, "stupendamente".
Probabilmente lei ha ragione, però non si può non farle notare che questo, probabilmente, vale per una parte della città. Una parte piccola. Una parte che, ad esempio, non usa i mezzi pubblici. Una parte che, ad esempio, non va in scooter o in bicicletta e quindi non deve fare a slalom tra le buche e rischia, di conseguenza, di cadere e farsi male.

Probabilmente a Catania si vive stupendamente e Catania non è il "far west", così come viene dipinta. Così, lei ha usato questa parola, "far west". Già, forse nelle parti di Catania dove vive lei non è il far west.
Però non è così in via Plebiscito, dove le macchine in perenne doppia fila bloccano/rallentano il traffico, dove la frutta e verdura sta nella strada e gli scarichi delle auto finiscono direttamente nei nostri piatti.  Dove il casco è un'onta. E così via. Non è certo, solamente, la via Plebiscito. Ma questo è uno dei simboli della nostra città.

Ora, queste cose, sono banali, sono ben visibili agli occhi di tutti e fanno parte di questa città da anni. Sono la "cultura" di questa città. Sono uno stile di vita. Non vedere tutto ciò equivale a dire che a Catania non c'è la mafia. Purtroppo, questa "smentita" in passato l'abbiamo sentita dire tante volte anche da autorevoli personaggi della città.

Ancora: non sono solo questi i problemi della città. Questi sono l' "ordinaria amministrazione". E ho volutamente solo fare qualche, banale, esempio.

Dunque, nessuno le chiede qualcosa di diverso rispetto al lavoro che svolge in questa città. Nessuno le chiede nulla, ma per favore, se in futuro avrà ancora la possibilità e la voglia di esprimere un concetto sulla città, splendita, che è Catania e dove tutti noi viviamo, spenda anche (per favore) una riflessione per quella parte di città che non "splende". Che soffre, che è lasciata a se stessa. Non per cercare delle colpe, non per accusare qualcuno o qualcosa. Ma per non essere, soprattutto, considerati miopi e/o assenti rispetto al luogo in cui si lavora.

Per non allinearsi, almeno lei, all'ipocrisia a cui siamo abituati in questa città.
1 commento
invia la discussioneCatania 96esima!
29 dicembre 2008 16:47 | r.r. |
A sfogliare la classifica finale de Il Sole24ore per il 2008 c'è da tirare un sospiro di sollievo. Già, siamo passati, come provincia di Catania, dal 100esimo posto al 96esimo. 4 posti non sono pochi. Di questo passo tra dieci anni, se tutto va bene, saremo intorno al 56esimo posto a metà classifica. Ora quindi dobbiamo solo accontentarci: 10 anni passano in fretta. Nel frattempo attendiamo le dichiarazioni dell'ex Sindaco, il senatore Scapagnini, che sarà senz'altro soddisfatto della posizione della città (considerati i suoi anni di governo) e si aspettano anche le dichiarazioni dell'ex presidente (e magari dell'attuale) della Provincia di Catania considerati gli anni (dell'uno e mesi dell'altro) di governo.

Lo ricordiamo, la classifica riguarda la provincia e non solo la città, che però certo ha un peso importante.

Altro motivo di soddisfazione è il rapporto con le altre province: se Ragusa (91esimo posto) batte Catania, Catania batte Siracusa, Trapani, Agrigento, Palermo e la ultimissima Caltanissetta. Enna e Messina appaiono distanti (rispettivamente 79esima e 82esima). Insomma l'onore della città e della provincia è sano, salvo. Stiamo migliorando, lentamente, ma stiamo migliorando.

Di questo passo, infine, diventeremo, come Sicilia in generale, il primo stato indipendente del Nord Africa a poter competere nella annuale classifica che Il Sole24ore stila ogni anno e che compre le regioni italiane di cui una volta la Sicilia faceva "pienamente" parte.
rispondi
  pag. 1 2 meno recente »
UNIVERSITÀ DI CATANIA | FACOLTÀ DI LINGUE E LETTERATURE STRANIERE | PROGETTO STEP1 | WEBMASTER: FRANCESCO GRASSO - LEANDRO PERROTTA | BACKSTAGE