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Muore sul palco, choc al corteo No ponte
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di Claudia Campese | 20/12/2009 | 7 commenti |

La manifestazione nazionale a Villa San Giovanni contro la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina si è conclusa con un lutto. Uno degli oratori, Franco Nisticò, aveva appena pronunciato le ultime parole del suo intervento: “Vogliamo l’essenziale”, quando è stato colpito da un infarto. Ma a soccorrerlo non c'era nessuna ambulanza

Muore sul palco, choc al corteo <i>No ponte</i>




i commenti dei lettori
  1. stampainvia il commento
    Grazie per aver detto la verità
    inviato il 21 dicembre 2009 01:51 da: Emma Asciutti
    io c'ero...è esattamente come avete scritto.
    grazie per aver detto la verità.
    sono molto addolorata per quel signore e per la sua famiglia.
  2. stampainvia il commento
    Chi Tartaglia?
    inviato il 21 dicembre 2009 11:47 da: tino vittorio
    Anche Lenin morì per collasso cardiaco dopo vari ictus in tempi diversi. S'è detto tutto sulla sua morte. S'è sospettato di tutto e di tutti. A nessuno, nemmeno ai più geniali bolscevichi, è mai venuto in mente che sia stata colpa dello Stato in uniforme di polizia interna schierata al posto di quella in camice bianco (i medici italiani sono funzionari di Stato?O si vuole che la Polizia italiana sia fatta soltanto di medici ed infermiere?). Ma uno non può morire in pace senza strumentalizzazioni alla Tartaglia? Uno non può contestare Berlusconi senza che ti arrivi addosso un Tartaglia, miseramente strumentalizzato dai Berluscones, dai bolscevichi geniali di Berlu? E il collega Piazza, presente in tutti gli snodi e gli annodamenti della Storia contemporanea, avrà mai tempo per studiare adeguatamente alle responsabilità formative che ricopre? P.S. Il fatto che io stia dalla parte del Ponte erigendo mi rende antipatico? Ho sempre voluto l'inessenziale, alimento della mia essenza. E' da poliziotto fantasticare utopie, cercare di vivere altrove, cercare l'alibi, pensare l'alibi? Utopie e contro-utopie, si può morire per le une e per le altre. Ovviamente e sinceramente mi dispiace per la morte di Nisticò dalle cui convinzioni (o utopie o contro-utopie) infrastrutturali sono lontano.
  3. stampainvia il commento
    Sullo Stato
    inviato il 21 dicembre 2009 16:28 da: Claudia Campese
    Vorrei dare risalto ad un particolare, non solo per il professore Vittorio, ma anche e soprattutto per gli altri lettori. Credo che il professore Piazza abbia adempiuto alle sue responsabilità formative, proprio ricordandoci un elemento essenziale che, nella comprensibile rabbia collettiva dei manifestanti per la morte di un uomo davanti ai propri occhi, poteva perdersi: la manifestazione era autorizzata. Questo dà senso al richiamo allo Stato, da parte di chi era lì.

    Il loro ragionamento è semplice: come Prefettura, Questura e quant'altro si sono adoperati, come loro compito, per fornire alla manifestazione una scrupolosa e dovuta presenza di forze dell'ordine, predisponendo anche delle misure preventive anti-disordini, allo stesso modo era necessario predisporre un presidio sanitario permanente.

    Questa volta, riportare il tutto sul terreno di scontro manifestanti (bolscevichi o meno)-polizia significa banalizzare o, peggio, strumentalizzare.
  4. stampainvia il commento
    Banale o strumentale?
    inviato il 23 dicembre 2009 13:27 da: tino vittorio
    D'accordo, Campese. All'ultima manifestazione autorizzata in favore del Ponte ho conosciuto una ragazza. Ci siamo piaciuti. Non ci siamo potuti sposare. Mancava il prete. Un altro voleva il lecca-lecca,disturbando per tutta la durata della manifestazione con pianti e strepiti di invocazione.Mancava Ciccio,il caramellaio ambulante. Ad un altro che voleva la luna dallo Stato andavo dicendo che era meglio essere stralunati, fuori dalla luna, che dentro lo Stato o accanto allo Stato. Dal palco l'oratore andava gridando che lo Stato siamo noi.
    P.S.Avrei preferito che qualcuna come la profonda Campese rispondesse al mio posto da una postazione sicuramente non banale. Ma non dispongo di allievi fedeli come la studiosa istituzionalista Campese. Ed allora mi appello all'Ammiraglio che sicuramente ha senso, anche critico, dello Stato. Buon Natale a tutti, se non è banale. E saluti per il vostro gran capo, L.G., se non è strumentale. Ma come fanno i marinai...
  5. stampainvia il commento
    ricambio auguri e saluti
    inviato il 23 dicembre 2009 16:08 da: L.G.
    E invito a sottoscrivere e a far sottoscrivere per Step1. Buon Natale.
  6. stampainvia il commento
    Accogliendo il suo invito...
    inviato il 23 dicembre 2009 17:42 da: Marina Teo Ammiraglia
    La morte è banale. Ci lega tutti e per l'intera esistenza. Ritengo che di fronte alla morte ogni parola, per quanto straordinaria, sia initule e fuori posto, dunque, farò solo un breve accenno a quanto è accaduto. A differenza della morte i sogni ci separano e ci distinguono. "Utopie e contro-utopie, si può morire per le une e per le altre" ed è un privilegio vivere -o aver vissuto- per le une o per le altre. RingraziandoLa degli auguri (e non solo) auguro a mia volta a Lei- e a tutti i giusti- Bellissime Feste. E accogliendo e condividendo l'invito da Lei "lanciato" nel suo "primo" post, professore -il rispetto del diritto di ognuno di morire in pace- mi congedo. A Franco Nisticò l'eterno riposo. Splenda ad egli la luce perpetua...


  7. stampainvia il commento
    Augurio-utopia
    inviato il 23 dicembre 2009 21:00 da: Marina Teo Ammiraglia
    P.S.
    Consapevole che per i giusti- a causa degli ingiusti e non dello Stato- le feste non saranno mai bellissime...

    Anche la mia Essenza si nutre dell'inessenziale, nutrimento senza il quale essa non potrebbe sognare l'essenziale per tutti gli uomini di buona volontà.

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