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Centro popolare, Consiglio spopolato
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di Luisa Santangelo e Francesco Currò | 10/02/2010 | 4 commenti |

Al Comune, in seduta straordinaria, si discute di Antico Corso ed Experia. Un appuntamento atteso da molti cittadini, ma disertato dai consiglieri. Manca il numero legale e non si può votare neanche un ordine del giorno

Centro popolare, Consiglio spopolato




i commenti dei lettori
  1. stampainvia il commento
    Due domande
    inviato il 10 febbraio 2010 12:00 da: kaos
    1) Si può avere un elenco dei consiglieri presenti e di quelli assenti?

    2) Nel corso della seduta più di una volta dai banchi della maggioranza è stata avanzata la richiesta di interloquire con un'associazione legalmente costituita. Probabilmente è solo una scusa per allungare i tempi, ma perchè intanto i ragazzi del CPO non si danno da fare per costituire questa associazione?
  2. stampainvia il commento
    Re: Due domande
    inviato il 10 febbraio 2010 13:22 da: Valerio
    Sono di nuovo d'accordo con kaos (è la seconda volta nella giornata). Un'associazione di sostegno al Cpo non toglierebbe nulla all'identità del Centro popolare e, fatta oggi, potrebbe essere un'associazione "di massa". Che aspettate?
  3. stampainvia il commento
    Associazione?
    inviato il 10 febbraio 2010 21:03 da: Centro Popolare Experia
    Ci stiamo lavorando da un pò e siamo quasi pronti. Ma siamo d'accordo con te, caro Kaos, che sia solamente una scusa per allungare i tempi e che evidenzia il fatto che i nostri interlocutori sono in perfetta malafede rispetto alle problematiche sollevate ed emerse dopo lo sgombero.
    Questi signori hanno una notevole difficoltà a "riconoscere" l'identità politica, di chi da anni si esprime e determina anche proposte pratiche (seppur con molti limiti) dentro il quartiere e nella città.

    Mentre dal banco delle opposizioni (Musumeci di AS) è emerso chiaramente questo riconoscimento.
    E come è stato ricordato ieri, già a dicembre, abbiamo avuto un'incontro con i capigruppo del consiglio dove il PDL non si è presentato, appunto per richiedere di affrontare un dibattito cittadino in seno al Consiglio.
    In quell'occasione è stato fatto un lungo punto sulla questione, argomentando non solo le nostre richieste, ma anche il nostro punto di vista sullo stato del degrado del quartiere e le nostre relative proposte. Il partito di Musumeci, insieme al Pd e MPA erano presenti e infatti avevano in mano tutti gli argomenti per affrontare questo dibattito.
    Inoltre abbiamo trasmesso, qualche giorno prima della data del consiglio straordinario, a tutti i consiglieri molti documenti sia sull'attività del Centro Popolare e sia sul lavoro costruttivo di denuncia fatto insieme al Comitato Antico Corso dal 2000 ad oggi.

    E' chiaro che non esiste nessuna volontà di dialogo in merito a tutto ciò.
    Ma nonostate tutto andremo avanti.

    Catania spera se Experia resiste!
  4. stampainvia il commento
    CLAMOROSO A PALAZZO DEGLI ELEFANTI: TROVATA LA SOLUZIONE AI PROBLEMI DELL'ANTICO CORSO
    inviato il 10 febbraio 2010 21:07 da: Centro Popolare Experia
    (dal nostro inviato)
    La cara vecchia aula consiliare di Palazzo degli Elefanti pensava proprio di averle sentite tutte, ma in tanti anni di onorata carriera non avrebbe mai immaginato che un giorno tra le sue mura sarebbe risuonata l'eco di una soluzione ai problemi della città. Andiamo per ordine.

    Si comincia con un leggero ritardo, ma nessuno protesta, i consiglieri sono tutti professionisti affermati, e il sacrificio di lasciare i propri affari per passare la serata ad occuparsi di quelli della collettività dovrebbe già essere sufficiente. I selecter all'ingresso controllano che i comuni cittadini siano in lista: "Prego in che lista è il suo nome?"Messina" "Mi faccia controllare... Non c'è" "Non è possibile!Sono in lista fisso ai 4Venti e al Manteca, devo essere anche in questa!" "Mi faccia telefonare ... D'accordo si accomodi, questa è la sua drink-card". Raggiunti i 40 partecipanti, le porte vengono chiuse. Qualcuno protesta, ma l'organizzazione riferisce che la Security non ha abbastanza uomini per tutti e il privè è già al completo.
    Noi siamo riusciti ad accaparrarci per tempo il prezioso pass e ci affrettiamo verso la gloriosa aula.

    L'impatto visivo è stupefacente. L'arena della democrazia cittadina, un trionfo di scranni e affreschi. E poco importa che sia quasi deserta, lo spettacolo è impressionante: i consiglieri più giovani, ancora inesperti e con l'irruenza gioiosa dei 30 anni, giocano con i loro I-phone, i vecchi leoni li guardano teneramente, senza perdere il contegno austero da senatore dell'antica Roma.

    Cominciano gli interventi, l'aula si surriscalda, qualcuno cerca con l'applicazione wikipedia per I-phone dove diamine si trovi questo Antico Corso di cui si parla stasera. L'elenco dei problemi è davvero lungo, sono proprio messi male questi anticocorsesi o anticocorsisti che dir si voglia. Speculazione, degrado, mancanza di spazi di aggregazione e pure un centro sociale. La situazione è critica, i volti si aggrottano, le meningi si spremono, qualcuno abbozza una proposta, ma non funziona e cade nel vuoto.

    Sono tutti sul punto di sventolare bandiera bianca, quando un giovane finora rimasto in disparte chiede la parola. Sull'aula ricade un silenzio di tomba. Cosa vorrà mai dire questo giovane uomo che non sia già stato detto? Lui, con serenità olimpica, piega dolcemente a sé il microfono come farebbe la brezza del meriggio con un giunco sottile, e comincia a parlare, il viso pulito e i lineamenti romani, la postura fiera e vigorosa, la voce limpida e ferma. Restiamo affascinati.
    “Illustri colleghi e amici, io mi sento offeso. OFFESO! E non permetterò che con me vengOno offesi anche i cittadini catanesi"
    Il silenzio deflagra, la Sintassi intimidita abbandona l'aula per non farvi più ritorno. Il giovane sconosciuto riprende:
    "Stiamo perdendo tempo a parlare di questo Antico Corso. Allora potrei parlare di tante altre cose. Potrei parlare del problema delle strisce blu, che sono troppo strette per i SUV; potrei parlare del decadimento e dell’abbandono in cui versa il Banacher, potrei parlare del fatto che non è ancora stata istituita una fermata della metropolitana per il comune di Etnapolis; potrei parlare dello scempio urbanistico causato ogni sabato pomeriggio in via Etnea dalle pettinature gellate dei giovani cosiddetti mammoriani; potrei parlare di quelle faccette nere che in corso Sicilia vendevano Hogan tarocche a metà prezzo, svilendo quelle originali acquistate da onesti cittadini col sudore della propria fronte; potrei parlare dei buffet di quegli happy hour in cui la pasta è sempre scotta e le patate al forno sempre sfatte.”
    Sul monitor intanto appare il nome dell’oratore: Bellavia. Il popolino presente in aula al di là dei cordoni bisbiglia: “A chistu u canusciu, non era chiddu ca faceva a trasmissioni de’ picciriddi?” “Ma quali?Bim Bum Bam? Mbare è veeeero, iddu iè!”
    Le rivelazioni scomode del coraggioso giovane ex-presentatore lasciano sconvolti i presenti, e qualcuno pensa già che il novello Saviano dovrà presto abituarsi a vivere con la scorta armata.
    “Questi sono i reali problemi della città di Catania. L’Antico Corso? Ecco la soluzione: un Polo che valorizzi i prodotti tipici di quel quartiere: IL POLO DELLA CARNE DI CAVALLO!”
    Il Consiglio Comunale attonito al nunzio sta.

    Fiumi di parole, tonnellate di polemiche, chilometri di documenti, 17 anni di occupazione dell’Experia polverizzati in un sol attimo dalla lampante consapevolezza che la soluzione di tutto si trovava a un palmo di naso, avvolta nei fumi dei “cofoni” di via Plebiscito.

    Il giovane uomo ricade sul suo scranno, ma un'altra voce si leva al suo fianco. Balza in piedi un ragazzo dalla bizzarra capigliatura e con voce accorata esclama: “Il consigliere Bellavia e io stiamo già pagando a caro prezzo la denuncia del malaffare cittadino. Alcuni esponenti delle Brigate Facebook, cellula impazzita del Centro Experia, ci hanno già colpiti, taggandoci con violenza. Pensate che non ho avuto il coraggio di andare al MA per due settimane!”
    Due signore tra il pubblico lo riconoscono: “E’ lui! Si è depilato la faccia, si è tinto i capelli ma è lui! E’ Uan!”

    L’Assessore Flavio Briatore, di ritorno dalla Convention Valtur alle Bahamas, prende la parola e sottolinea che lui l’Antico Corso sa benissimo dov’è, che lì è cresciuto, che andava a comprare il pane all’angolo, che giocava alla zecchinetta in via Purità, che una volta in via Bambino giocava a nascondino e lui stava sotto e allora ha contato fino a 30 e poi tutti i bambini si sono nascosti e però lui non trovava nessuno poi si è messo a piovere e si è pure fatto tardi ed è dovuto tornare a casa tutto assappanato che si è pure preso l’influenza e il giorno dopo si è caliato la scuola.
    “Anche io ho subito pesanti intimidazioni!” trova il coraggio di denunciare “mi hanno fatto delle scritte sotto casa, mi sono barricato dentro, ho preso 48 multe di Sostare e non sono riuscito a evitare la telefonata di mio nipote e che mi chiede fondi per aprire stavolta un Mac Donald’s Non Conforme.”

    Davvero troppo per una sola serata, e mentre gli altri consiglieri accolgono la proposta di Bellavia e già predispongono una Conferenza dei Servizi sul futuro Polo della Carne di Cavallo, con passeggiate tematiche, seminari sulla cipollata e un documentario sulla storia del mitico Achille l’Alliccaricchi e della sua ira funesta contro il Tenerissimo, l’eroe per un giorno sgattaiola via, rifuggendo la gloria e gli applausi, circondato dalla Security. Che peccato, non siamo neanche riusciti a stringergli la mano e a chiedergli se potrà intervenire in favore di chi come noi è allergico all’aglio e si vede costretto a rinunciare alla polpetta di cavallo.
    Alla prossima avventura Consigliere, e grazie di tutto, che il tuo fulgido esempio rischiari le coscienze dei nostri concittadini.

    C.S.S.E.R

    P.S.: non abbiamo fatto in tempo a spedire l’articolo in redazione che al nostro citofono hanno suonato due gentil signori della Security. Evviva! Siamo stati invitati a una festa!



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