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di Salvo Catalano e Sara Simarro Martinez-Mena | 10/07/2009 | 12 commenti |

Nella città che ha sfiorato il dissesto finanziario, il Comune paga ai privati più di 2 milioni e 200mila euro all’anno per ospitare i propri uffici, mentre alcuni immobili di sua proprietà versano in condizioni d’abbandono. Step1 presenta la terza video inchiesta del laboratorio diretto da Rosa Maria Di Natale





i commenti dei lettori
  1. stampainvia il commento
    nota bene su nota bene
    inviato il 10 luglio 2009 10:45 da: Gi.Ale
    NB. La redazione e gli autori precisano che per la realizzazione dell'inchiesta sono state utilizzate apparecchiature non professionali.

    Possibile che nessuno vi regali o vi presti le attrezzature!?
  2. stampainvia il commento
    bravi
    inviato il 10 luglio 2009 13:19 da: Desirée
    bravi, peccato per il vento che ha rovinato l'audio, ma bravi comunque.

    ps. quanto si impara a Step1... anche io posso confermarlo!
  3. stampainvia il commento
    Complimenti!
    inviato il 10 luglio 2009 14:39 da: Claudia Campese
    Quello che più mi ha colpito di questa videoinchiesta è come fili via con naturalezza. Ero arrivata alla fine senza rendermene conto!

    Complimenti colleghi, ad maiora!
  4. stampainvia il commento
    Via Bernini - Casa dello Studente
    inviato il 10 luglio 2009 15:52 da: kaos
    Da molti anni passo quotidianamente davanti al complesso di via Bernini e ogni volta immagino una grande, moderna, casa dello studente, costruita secondo i criteri della bioedilizia: il piano casa di Berlusconi con il relativo aumento di cubatura per gli edifici ad alta efficienza enrgetica potrebbe essere lo strumento per realizzare un'opera pubblica utile per l'intera città.
    Poi ritorno alla realtà e alla probabile svendita al solito editore o ferramentaro di turno per costruire qualche condominio per avvocati e professionisti a 5.000 euro al metro quadro.
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    Ottimo lavoro
    inviato il 10 luglio 2009 19:34 da: Francesco Currò
    Dire di averla vista crescere è dir poco, senza dimenticare il dottor pinnenta o l'inutile ricerca dei giornali.

    Concordo con Claudia, ho avuto la stessa identica sensazione. Complimenti a tutti e tre.
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    Ben fatto!
    inviato il 10 luglio 2009 22:38 da: Luisa Santangelo
    Non posso che concordare con Claudia e Ciccio: è un ottimo lavoro, che scivola via quasi senza rendersene conto!

    Complimenti ragazzi, siete stati davvero bravi...
  7. stampainvia il commento
    Beni a perdere
    inviato il 11 luglio 2009 11:03 da: Il Signor K
    Nella speranza che gli usignoli tornino a cantare al parco Monte Po.
    Complimenti!
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    Bel lavoro!
    inviato il 11 luglio 2009 13:21 da: PeRLa
    Bel lavoro ragazzi, la vostra videoinchiesta è venuta davvero bene.

    So benissimo che ci avete lavorato un sacco...e il lavoro ha dato i suoi frutti.

    Complimenti davvero!!
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    contro la cultura dell'abbandono
    inviato il 11 luglio 2009 16:53 da: Vincenzo B.
    ottima inchiesta giornalistica e fate molto bene a opporvi all'acquiescenza
    con cui a Catania spesso si tollera il degrado, il rudere, l'abbandono, il vuoto. Il primo edificio di cui parlate lo guardo malinconicamente ogni volta che torno a Catania. Il caso di Monte Po ha un'importanza evidente dal punto di vista sociale, ma vi chiederei di occuparvi anche (se non lo avete già fatto e mi fosse sfuggito) di quella villa semidiroccata che c'è in corso Italia, probabilmente è un caso diverso dal punto di vista giuridico amministrativo, ma non è uno scandalo anche quello?
  10. stampainvia il commento
    contro la cultura dell'abbandono: le promesse e le grandi incompiute
    inviato il 11 luglio 2009 20:11 da: Gi.Ale
    Si finisce col farci l'occhio. Come se fosse tutto normale! Villa Bonajuto, comu finìu?

    Per chi non conosce questa storia: Villa Bonajuto, uno degli ultimi residui delle ville borghesi su Corso Italia, aveva visto diversi tentativi di demolizione da parte dei proprietari, per erigere al suo posto l'ennesimo palazzone. A demolizione mezza effettuata intervenne un provvedimento giudiziario che decretò la sospensione dei lavori, in virtù dell'interesse storico del monumento.

    Nel lontano dicembre 2005, l'allora assessore ai Lavori pubblici, Filippo Drago, nel corso di un "tavolo tecnico itinerante", alla presenza dei dirigenti dell'Ufficio Lavori pubblici e della Sovrintendenza annunciò che la villa - che per un terzo è diroccata - sarebbe stata completamente ristrutturata preservandone le particolarità architettoniche. «Con la concessione della Sovrintendenza e degli enti comunali preposti, la struttura originaria verrà ricontestualizzata», annunciò l'architetto progettista, Toti Contrafatto.

    Non solo: si parlò - a quei tempi - del recupero dell'altro storico edificio abbandonato: Villa Manganelli, al numero 37 del corso Italia, il palazzo in stile liberty progettato da Ernesto Basile, da decenni disabitato e murato dopo un incendio. «Il progetto di riqualificazione del salotto della città, il corso Italia, potrà fregiarsi - affermò l'assessore Drago - di due ulteriori, grandi opere di ristrutturazione: le storiche Villa Manganelli e Villa Bonajuto, considerate per decenni delle incompiute».

    Così parlavano gli assessori della giunta Scapagnini, in periodo pre-elettorale. Da quattro anni, nessuna nuova ...
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    complimenti..
    inviato il 14 luglio 2009 10:30 da: chiara
    complimenti ragazzi...
    io da perfetta ignorante scopro queste tristezze delle nostre città grazie a voi..
    state facendo un lavoro splendido..
    dovrebbero leggere e vedere i vostri lavori tutti
    grazie ancora
  12. stampainvia il commento
    ;-) Sara
    inviato il 18 luglio 2009 13:24 da: Simozim
    Sara e colleghi complimenti per il lavoro svolto con dedizione, mi piace pensare che da tale servizio e grazie all'utilizzo della rete possa partire il percorso di consocenza e comprensione del sistema da parte di tutta la cittadinanza.



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