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Ragusa, appuntamento con nessuno
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di Leandro Perrotta | 17/06/2009 | 7 commenti |

Due ore di viaggio in bus, una partecipazione abbastanza nutrita, una protesta civile. Stavolta in piazza non ci sono i politici, ma gli studenti. E stavolta l’Ateneo non sembra accorgersi di loro
- Ragusa, l'università è "cosa mia'

Ragusa, appuntamento con nessuno




i commenti dei lettori
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    Bartolo Ficili (UDC): 'Salvare il salvabile'
    inviato il 18 giugno 2009 00:57 da: Comunicato Stampa
    “La presenza universitaria a Ragusa è una scommessa che non si può perdere. Anche se saremo costretti a limitare la presenza dei corsi attualmente esistenti. “A questo punto alla luce dell’atteggiamento di chiusura manifestato dal rettore dell’Università di Catania, si potrebbe decidere di agire nel tentativo di salvare il salvabile, riducendo al minimo indispensabile la presenza dei corsi universitari sul nostro territorio. Per le peculiarità e le vocazioni della provincia di Ragusa, l’obiettivo da raggiungere, in questo senso, potrebbe essere quello del salvataggio dei corsi di Lingue e Letterature straniere oltre che dei corsi di Agraria. Inutile dire quanta parte rilevante abbia, per la nostra economia, l’agricoltura e quanti benefici potranno arrivare, e in parte sono già stati concretizzati, da una ricerca universitaria sempre più attenta verso questo settore. Dall’altro lato non dobbiamo dimenticare neppure le enormi potenzialità che, sul piano prettamente turistico, l’area iblea può vantare e quanto, in tale panorama, i corsi universitari in Lingue possano sviluppare professionalità specifiche in grado di interagire con il territorio, creando nuove occasioni occupazionali. Bisogna capire al più presto se ci siamo infilati in un “cul de sac” oppure se esistono ancora le prospettive di una mediazione che, seppure difficile, garantisca il raggiungimento di determinati, anche se minimi, risultati.

    Bartolo Ficili
    Capogruppo dell’Udc al Consiglio provinciale di Ragusa
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    Ignazio Abate (Pd): 'Le proposte a questo punto non possono che essere propositive ed innovative'
    inviato il 18 giugno 2009 01:04 da: Comunicato Stampa
    Il consigliere provinciale di Ragusa Ignazio Abbate ha dichiarato: "Le proposte a questo punto oltre a quelle legali, non possono che essere propositive ed innovative: devono passare attraverso un consorzio universitario con dentro tutti i Comuni attori (Ragusa, Modica, Comiso), contrattare corsi sostenibili e compatibili con i bilanci degli enti preposti e con uno sbocco sul territorio ibleo; in particolare proporre tudorati e partineriati per i corsi di informatica, scienze dell'amministrazione, economia, giurisprudenza, lingue, ed istituire solo un corso autonomo, quello di agraria, che dovrebbe essere potenziato con master di specializzazione nelle branche zootecniche e lattiero casearie. Tutto questo potrebbe fare rientrare i costi dentro margini di sostenibilità".
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    Il prof. Giacomo Pignataro è stato l'interlocutore degli studenti di Ragusa e Modica
    inviato il 18 giugno 2009 09:58 da: Redazione
    Si precisa che, nella tardissima mattinata, intorno alle 13, il prof. Giacomo Pignataro, in qualità di membro del Consiglio di Amministrazione dell'ateneo, è intervenuto nell'assemblea degli studenti di Ragusa e di Modica presso l'aula magna del rettorato.
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    ragusa o non ragusa?NON è QUESTO IL PROBLEMA!!!!!!!
    inviato il 18 giugno 2009 13:35 da: KIRA
    Provo tristezza infinita continuando a leggere gli interventi delle parti... perchè non si dibatte su cosa sia opportuno fare per garantire agli studenti il puro e semplice diritto allo studio. Ciò che non è chiaro è il fatto che a molti non frega un benemerito cavolfiore se il corso di laurea sarà a ragusa, a modica, a comiso, o a catania, purchè esista! medicina e giurisprudenza ritornano alla fonte e fin qui nessun problema ma SCIENZE DELLA MEDIAZIONE LINGUISTICA E STUDI COMPARATISTICI NON SONO UN DOPPIONE!LINGUE A RAGUSA NON è UNA SEDE DECENTRATA CHE OFFRE CORSI GIà ESISTENTI NELLA SEDE CENTRALE! Se cosi fosse il problema non si porrebbe..poichè forse, essere trasferiti a catania dove, benchè siano affollati, le aule e i laboratori e gli strumenti che servono per la didattica, esistono. Non è una questione politica, non è un "riusciremo a creare il 4 polo universitario a ragusa? "....o " riusciremo a mantenere questo giro d'affari che fa girare l'economia ragusana e a mantenere l' attrazione turistica?". Possibile mai che nessuno si chieda " ma come faranno quegli studenti che si sono immatricolati in scienze della mediazione linguistica e in studi comparatistici a proseguire il loro indirizzo di studi?? Prego chi di dovere di risparmiarci elogi e denigrazioni alle città e alle sedi coinvolte. Non ho scelto Ragusa perchè migliore o perchè più vicina ho scelto Ragusa perchè mi offriva l'opportunità di laurearmi e specializzarmi in lingue orientali. Oggi mi si garantisce a malapena la possibilità di laurearmi... e poi?Dove vado a specializzarmi? Il corso a ragusa si estingue, a catania non esiste, dove vado? e soprattutto con quali risorse? Ma a chi importa....continuate a dibattere sul "RIUSCIRà RAGUSA A ESSERE IL 4 POLO UNIVERSITARIO DELLA SICILIA?" . VERGOGNA!
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    Prossimo appuntamento: in Tribunale
    inviato il 18 giugno 2009 18:50 da: pavpaolo
    Comunico che l'udienza presso il Tribunale di Catania per la decisione sul provvedimento d'urgenza richiesto dal Consorzio universitario di Ragusa, allo scopo di ottenere la sospensione dell'efficacia del decreto rettorale di emanazione del Manifesto degli Studi per l'a.a. 2009/2010, è stata fissata per giorno 25 giugno p.v. alle ore 9.
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    Documento degli Studenti di Ragusa
    inviato il 19 giugno 2009 08:02 da: pavpaolo
    Gli studenti della sede di Ragusa
    della Facoltà di Lingue e Letterature straniere

    nel prendere atto del decreto rettorale n. 6175 del 5 giugno 2009, con il quale si stabilisce la NON attivazione dei primi anni dei seguenti corsi di laurea presso la sede di Ragusa:

    - Corso di laurea di primo livello in Scienze per la Mediazione Linguistica, afferente alla Classe 3 (Scienze della Mediazione Linguistica);

    - Corso di laurea di primo livello in Studi comparatistici, afferente alla Classe 11 (Lingue e culture moderne);

    - Corso di laurea specialistica in Lingue e Culture orientali;

    esprimono il loro fermo dissenso nei confronti di un provvedimento adottato con modalità tali da non consentire agli organi deliberanti della Facoltà di adottare tempestivamente i provvedimenti atti a garantire il diritto alla continuazione e prosecuzione dei percorsi di studio da parte degli studenti iscritti.

    Si rileva in particolare che, qualora rimanessero fermi gli effetti del decreto rettorale di emanazione del Manifesto degli Studi per l’a.a. 2009/2010 sopra citato, gli studenti vedrebbero irrimediabilmente compromesso il proprio diritto di conseguire il titolo di studio per il quale sino ad oggi si sono impegnati e per il quale le loro famiglie hanno sostenuto importanti sacrifici sul piano economico.

    L’affermazione contenuta nella nota dell’ 8 giugno 2009, a firma del Rettore, con la quale si dichiara che “i cicli ancora in corso proseguiranno a Ragusa” è generica e fuorviante.

    Infatti:

    - gli studenti del corso di Laurea in Scienze per la Mediazione Linguistica, che alla data del 10 ottobre 2009 non avranno conseguito il numero minimo di crediti per iscriversi al secondo anno del proprio corso di laurea, verosimilmente NON potranno iscriversi al primo anno ripetente in quanto né presso la sede di Catania della Facoltà, né presso altre facoltà dell’ateneo catanese è operante alcun corso di laurea afferente alla classe 3 (Scienze della Mediazione Linguistica);

    - tutti gli studenti dei corsi di laurea iscritti al primo anno ripetente, per i medesimi motivi, non potranno esercitare il proprio legittimo diritto di tornare a frequentare le lezioni relative agli insegnamenti di primo anno;

    - analoga situazione si determinerebbe per gli studenti del Corso di laurea specialistica in Lingue e Culture orientali;

    - gli studenti che alla data predetta non avessero ancora sostenuto gli esami di profitto, non potranno più sostenerli in quanto, in mancanza dell’attivazione dei corsi, verosimilmente non saranno espletate le relative sessioni d’esame;

    - gli studenti che conseguiranno la laurea di primo livello, segnatamente coloro che avranno seguito un percorso di studi con indirizzo afroasiatico, non potranno iscriversi ad un corso di laurea specialistica coerente con l’indirizzo di studi seguito, come invece sarebbe stato possibile senza il provvedimento adottato dal Rettore.

    Quelle sopra elencate rappresentano soltanto alcune delle conseguenze più immediate e dirette del provvedimento rettorale. Vi sono inoltre conseguenze indirette derivanti dal disagio, non ultimo quello economico e finanziario, degli studenti e delle loro famiglie che dovranno rivedere radicalmente i propri programmi e progetti con gravissimi danni patrimoniali e morali ad oggi difficilmente calcolabili.

    Per quanto sopra, gli studenti della sede di Ragusa della Facoltà di Lingue e Letterature straniere,

    I N V I T A N O

    il Magnifico Rettore a ritirare il provvedimento emanato, modificando il Manifesto degli Studi per l’a.a. 2009/2010 già pubblicato e riattivando i primi anni di tutti i corsi di laurea tenuti presso la sede di Ragusa;

    S I R I S E R V A N O

    in mancanza della riattivazione richiesta, di agire nelle sedi e con le modalità opportune, attivando ogni iniziativa consentita dalle leggi in vigore (ad es. class action) per ottenere il riconoscimento dei loro legittimi diritti, nessuno escluso, derivanti dall’iscrizione all’Ateneo catanese e dalle tasse allo stesso versate.

    Il Rappresentante degli Studenti di Ragusa
    in Consiglio di Facoltà
    (Paolo Pavia)
  7. stampainvia il commento
    Consiglio, d'Egitto e non.
    inviato il 20 giugno 2009 14:52 da: Nemo
    Riascolto, per l'ennesima volta, il discorso del Rettore su Ragusa. A cercare di capire ragioni, sfumature, falle. Ma sono freddi numeri e coi numeri, per fortuna e purtroppo, non si ragiona. O forse la ragione è nei numeri. Non sono un Di Blasi che in Recca vede un abate Vella e nel Consorzio, o se volete, in tutti i chiassosi, chè chiasso era, politici che in piazza Università sono accorsi, l'Hager di Sciascia, per cui mi baso su quelle carte esibite in conferenza. Oltretutto difficile pure mi appare l'effettuale somiglianza delle parti. Ma tant'è: se ciò che le carte sembrano attestare è vero, ha un senso, e se sì quale, addossare colpe unilateralmente, manifestare extra moenia e non intra moenia, non chiedere a chi di dovere di colmare debiti di chiarezza e monetari?



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