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Farmacia: veleni e paura
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di Claudia Campese e Federica Motta | 08/11/2008 | 15 commenti |

Posti sabato mattina i sigilli all’Edificio 2 della Cittadella Universitaria di Catania: la Procura motiva il sequestro parlando di disastro ambientale e gestione di rifiuti non autorizzata. Nove indagati, tra cui l’ex rettore Ferdinando Latteri, oggi deputato Mpa. Allarme tra gli studenti, si teme perfino l’abbattimento dell’edificio





i commenti dei lettori
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    hanno accertato, accerteranno
    inviato il 09 novembre 2008 00:18 da: shawna
    salve, ho letto con particolare interesse l'articolo..non trovando però alcuna risposta ai quesiti che la momento stanno più a cuore a tutti noi studenti frequentanti l'ed.2
    innanzitutto quando sono partite le indagini? più di un anno fa, può essere 4 anni fa come 1 anno e un giorno fa.da cosa sono partite le indagini? e ancora perciavalle nella sua " esilarante " intervista dice che la procura "accerterà" se c sono sostanze nocive nel sottosuolo.. poco dopo scrivete che la procura " ha accertato" che tali esalazioni nocive..Dove sta la verità?
    se è stato accertato perchè si parla d sequestro preventivo? preventivo de chè?? 4 anni ( se nn d più) che a quanto pare tutti sanno (anche la procura?torna la domanda ,,quando sono partite le indagini?) e noi chiusi là come topi da esperimento!
    insomma dopo aver letto l'articolo , aver visionato i video, vado a letto "più confusa che persuasa!"
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    a proposito dei commenti nel forum di Farmacia
    inviato il 09 novembre 2008 01:37 da: Mario1987
    La cronaca mi è sembrata equilibrata e spero che sarà apprezzata anche da Francesco M. che ha commentato ultim'ora di step1 in maniera severa. Consiglio di andare a vedere cosa si dice nel forum di Farmacia. Copio qui un intervento di "cuccio", uno studente senior che risponde a margot-blue. Vi darà un'idea del clima che c'è da loto.
    ciao ragazzi
    volevo intanto rispondere a margot che scrive:
    Quote:
    ----------------------------------
    Ora non voglio buttare benzina sul fuoco, ma alcune cose strane le abbiamo notate... bidoni di reattivi lasciati all'aperto, in cortiletti interni non molto visibili, a noi studenti dei laboratori di didattica dicevano di non gettare acidi o basi nel lavandino, ma negli appositi contenitori... ma se poi questi venivano abbandonati alle intemperie che cosa si concludeva?!?
    ----------------------------------
    ....in parecchi anni al dip.di sc.farmaceutiche non ho mai visto bidoni di reattivi lasciati fuori...forse ti riferisci ai boccioni di vetro nel cortiletto dell'auletta...ma quelli sono vuoti.
    Per i solventi gettati nei lavandini invece...ragazzi, il problema esiste da tempo. immemorabile. non certo solo dal 2004. da quando ci sto io, e parlo del 2000 circa...ma il problema è sicuramente antico.
    La raccolta speciale dei solventi c'è...pure scrupolosa, da un po di tempo a questa parte...alla fine dell'esperimento si butta il solvente nel bidone apposito...tutto assolutamente a norma, e pronti ad andare nella hall a prendere il caffè.
    Poi.....ops, ecco li 10 ml rimasti in un beckerino, che palle, il bidone pesa, ho già tolto i guanti......che sarà mai....forse sono anche meno, saranno 5 ml...il caffè mi aspetta.....
    nel lavandino!!
    5 ml oggi, 5 ml ieri, da trent'anni che esiste l'edificio...i tubi e le fogne sono corrosi e inquinati.
    Il problema è semplice e assolutamente non nuovo, e chiunque frequenta -con cervello- l'edificio 2 ne è a conoscenza.
    Io non immaginavo un tale inquinamento delle falde, tale da interessare una "risalita" nei condotti delle sostanze in fase vapore...spero solo che i risultati si sapranno, e personalmente sono daccordissimo con chi esorta a restare uniti, a vederci lunedi, ma anche martedi, mercoledi, e cercare di carpire il più info possibile.
    E dico carpire, e non "avere", perchè con i cazzi che hanno in questo momento i nostri professoroni, non so se vi rendete conto di che accuse pendono nei loro confronti, l'ultima cosa a cui stanno pensando siamo noi. Esami di vittorio? di bonina? mi sembrano anche ridicole le preoccupazioni di questo tipo...preoccupiamoci della nostra salute adesso, e di uscircene illesi da questo postaccio...
    In merito alla genesi della vicenda...ringrazio "il grande" che ha avuto finalmente le palle di denunciare lo scorso anno, e tutti quelli che lo hanno appoggiato...
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    Questo...
    inviato il 09 novembre 2008 02:01 da: FrancescoM
    Questo articolo mi piace.
    QUESTO articolo risponde egregiamente alle domande da me poste e mai pubblicate.
    Complimenti.
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    domande pertinenti
    inviato il 09 novembre 2008 11:40 da: Gulio Scalia
    Le domande che sono state poste da shawna mi sembrano pertinenti. Poiché, per comprensibile riserbo rispetto ai docenti ed ai funzionari sottoposti a provvedimento giudiziario, mi pare difficile che dall'ateneo giungano risposte, sapete se la Procura ha tenuto o terrà una conferenza stampa?
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    in equilibrio
    inviato il 09 novembre 2008 11:46 da: Giorgione
    Innanzi tutto il prof. Perciavalle va ringraziato per essere stato uno dei pochi disposti a rilasciare dichiarazioni. Si capisce che nella sua posizione cerchi di mantenersi in equilibrio tra il fatto di non alimentare allarmismi eccessivi ed il rispetto per l'indagine giudiziaria. Credo perciò che non sia generoso giudicare "risibile" il tono delle dichiarazioni che ha rilasciato in maniera molto informale come è nel suo stile. Avrei voluto vedere voi al posto suo!
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    Chiarimenti
    inviato il 09 novembre 2008 12:47 da: Claudia Campese
    Ciao Shawna,

    ricostruendo cronologicamente, i fatti a cui ci si riferisce (e sui si indaga) si sono svolti dal 2004 al 2007. In questi anni, stando a quanto accertato dalla Procura, i vertici dell'Università erano già stati allertati del fenomeno di potenziale inquinamento e non hanno attivato gli opportuni provvedimenti. L'inizio dell'indagine però risale a circa un anno fa (nessuna confusione quindi tra un anno e un giorno e 4 anni, si tratta di due cose diverse), a seguito di un esposto presentato alla Procura.

    E' un'indagine lunga, con una serie di rilevamenti tecnici e documentali, di cui questo è solo l'atto più recente. A oggi è sembrato loro concreto il pericolo di contaminazione ed inquinamento e hanno predisposto il sequestro preventivo, per consentire l'incidente probatorio chiesto dal pm: cioè nuove analisi di laboratorio nell'attesa di stabilire la relazione con i rischi sulla salute delle persone. Ovviamente ci sono già stati dei risultati delle analisi fatte a giugno scorso che hanno stabilito concentrazioni elevatisime di sostanze nocive. Per quanto riguarda il professore Perciavalle, probabilmente non si sbottona fino alla conclusione delle indagini e ai risultati delle nuove analisi.
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    contro la disinformazione
    inviato il 09 novembre 2008 13:45 da: marXia
    Ad ogni modo questo periodico telematico è l'unico dove si fa vera informazione.. io ho cercato di informarmi in vari modi e tutte le informazioni erano sfuggenti..(solo sul forum di farmacia si vociferava un pò di più)
    la verità è che alcuni cercano di gettare sabbia sul fuoco, altri di ingigantire l'evento.
    Spero solo che tutti si ispirino al fare chiarezza con occhi obbiettivi e criticità.
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    allarme sì, allarmismo no
    inviato il 09 novembre 2008 14:11 da: Giorgione
    In aggiunta a quanto ha osservato da Claudia Campese, provando a ragionare sulla concatenazione dei fatti, vorrei farvi osservare che il sequestro preventivo è stato disposto per effettuare l'incidente probatorio. Mentre è stato "consentito al personale in servizio, docente e tecnico-amministrativo, di entrare negli uffici dello stabile fino all'intera giornata lavorativa di martedì 11 novembre, al fine di poter prelevare oggetti personali, documentazioni varie, materiale didattico, ecc." (vedi comunicato del Rettore). Se ne può trarre una conclusione. L'attuale sequestro è una misura volta ad impedire che il normale funzionamento delle attività didattiche e di ricerca possa ostacolare la perizia, possa cioè "inquinare le prove" per dirla in linguaggio giuridico. Gli ulteriori accertamenti potranno confermare il sospetto di gravi rischi per la salute o persino aggravare la diagnosi, ma i rischi non sono tali da impedire che docenti e personale tecnico mettano piede nell'edificio 2. Credo che il senso di responsabilità dei docenti e degli studenti di Farmacia, Scienze biologiche e Medicina si misurerà dalla loro capacità di non sottovalutare l'allarme, evitando di assumere atteggiamenti omertosi, senza però cadere in forme di ingiustificato allarmismo. L'allarme sembra più che giustificato (e semmai tardivo), l'allarmismo no!
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    notizie dalla procura
    inviato il 09 novembre 2008 14:25 da: Federica Motta
    Ad oggi la Procura non ha ancora tenuto nessuna conferenza stampa. Nell'articolo sono presenti le dichiarazioni che il Procuratore Capo Vincenzo D'Agata ieri mattina ha rilasciato in un'intervista a step1.
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    assemblea a farmacia
    inviato il 09 novembre 2008 14:40 da: Miki Di Stef
    Salve!
    Intanto faccio i miei complimenti per il sito e per l'articolo!

    Ho letto nel forum www.fantactf.tk che domani è stata indetta un assemblea a farmacia dove potranno partecipare tutti gli studenti!

    DOMANI ALLE ORE 9.30 ,DAVANTI LA FACOLTA' DI FARMACIA, E' STATA CONVOCATA UN'ASSEMBLEA STUDENTESCA PER DISCUTERE DEGLI ATTUALI PROBLEMI DELL'EDIFICIO 2. ACCORRETE IN NUMEROSI
    http://chemicalsalvo.forumup.it/viewtopic.php?t=4219&start=312&mforum=chemicalsalvo

    Dobbiamo essere tutti presenti
    Miki!
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    Traslochi
    inviato il 09 novembre 2008 14:51 da: Claudia Campese
    I 'traslochi' di uffici e documenti (come quelli della segreteria di presidenza, o i registri per gli esami, ad esempio) erano già iniziati in settimana. Concepibilissimo, perchè gli unici a pagare le conseguenze di una chiusura improvvisa dello stabile sarebbero stati gli studenti. Senza contare la necessaria sospensione degli esperimenti di laboratorio.
    Sembra che questa proroga vada nello stesso senso.
    Appellandosi, chiaramente, al senso di responsabilità di quanti avranno accesso all'edificio, come richiamava Giorgione.
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    L'incertezza regna
    inviato il 09 novembre 2008 15:13 da: Farmacina
    Mi sembra che su questa vicenda la chiarezza è un utopia.
    Sono uscite fuori diverse versioni, inizialmente si parlava di amianto, adesso i gas tossici, gas buttati nei lavandini come fossero bicchieri d'acqua.La verità la sanno solamente loro, e la cosa raccapricciante è che hanno giocato con la salute degli altri e continuano a farlo.
    Ogni anno ognuno di noi paga tasse che aumentano sempre di più, per avere cosa in cambio?un ambiente poco sicuro, stracolmo di sostanze tossiche e soprattutto tanto di diritto allo studio negato.
    In particolare, come dicono anche su questo sito http://chemicalsalvo.forumup.it/viewtopic.php?t=4219&start=0&mforum=chemicalsalvo , tutti quei ragazzi che hanno passato ore ed ore nei laboratori come stanno?non sarebbe meglio fare delle analisi preventive?
    Resta tutto un mistero...speriamo di capirne di più nei prossimi giorni.
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    Mica sciocchezzuole
    inviato il 10 novembre 2008 00:04 da: Carmen
    “le indagini tecniche hanno accertato l’esistenza nel sottosuolo di pericolose sostanze inquinanti in valori superiori di decine ed, in alcuni casi, centinaia di volte ai limiti fissati per i siti industriali”

    Caspita! E visto che la fonte è la Procura è sicuro che non abbiano esagerato.


    Ps: brave ragazze, bel pezzo.
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    Secondo il giornale.it
    inviato il 10 novembre 2008 01:24 da: FrancescoM
    La Sicilia di domenica ha pubblicato dopo Step1 qualche informazione in meno...
    Ma le voci corrono e nel frattempo un paio di informazioni in più ci sono, e le risposte sono più complete.
    Perchè 2004-2007?
    Molto semplice. Pare che nel 2004 fossero stati fatti degli esposti ai responsabili dell'ateneo e in procura, ma che tutto si sia rapidamente arenato, lasciando solo voci di corridoio sussurrate ogni tanto in questi anni.
    Nel 2007, forse con l'aggravarsi del numero dei malati, e con una seconda denuncia controfirmata da un maggior numero di persone, le indagini sono riprese più seriamente.
    Dunque, come qualcuno nel forum faceva notare, la dissennata gestione dei rifiuti è un fatto ben precedente al 2004, ma il fatto grave è che, grazie all'esposto del 2004, chi allora era responsabile non può affermare di non sapere, di non avere idea.
    Pare così piuttosto accertato, o almeno questo è l'oggetto delle indagini, che l'università sapeva, era a conoscenza (quantomeno perchè il primo esposto è datato 2004 e se ho ben capito non era neanche anonimo), e che non abbia fatto nulla. Nulla nel 2004, ne successivamente. Tanto da portare ai sigilli pochi giorni fa, motivati proprio dal fatto che NESSUNA misura è stata presa nel frattempo (ne dal 2004 al 2007, ne dal 2007 ad oggi con la ripresa delle indagini).
    Il giornale, sempre stamattina, ha aggiunto informazioni più interessanti. Informazioni sulle quali su step1 si ritrovano già dei primi riferimenti indiretti.
    Secondo il giornale sono 10 le persone frequentanti l'edificio incriminato negli ultimi 10 anni sono MORTE per cancro ai polmoni e leucemia.
  15. stampainvia il commento
    Ecco le ragioni del sequestro nella nota ANSA di sabato
    inviato il 10 novembre 2008 08:42 da: Ansa
    2008-11-08 17:10
    SEQUESTRO FACOLTA' FARMACIA: PM CHIEDE INCIDENTE PROBATORIO
    (ANSA) - CATANIA, 8 NOV - La Procura della Repubblica di Catania ha chiesto al Gip Antonino Fallone di disporre un incidente probatorio per la "verifica della situazione nel sottosuolo" della sede della facoltà di Farmacia, sequestrata dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria. Secondo i sostituti procuratori Lucio Setola e Carla Santocono "la prova non appare rinviabile al dibattimento perché il passare del tempo" potrebbe portare "alla modifica o all'alterazione dei luoghi", alla luce del fatto che "é una perizia che potrebbe determinare una sospensione del dibattimento di oltre 60 giorni". La richiesta di incidente probatorio è stata notificata agli indagati e al rettore pro tempore di Catania, in qualità di parte offesa. (ANSA).
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