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Catania: la piccola Onda
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di Francesco Currò e Marco Pirrello | 24/10/2008 | 2 commenti |

Un racconto e due "corti" sulla mobilitazione di ieri: dalla sospensione delle lezioni alla Cittadella Universitaria fino all'arrivo a Le Ciminiere





i commenti dei lettori
  1. stampainvia il commento
    complimenti per il video
    inviato il 25 ottobre 2008 02:12 da: Giulio Scalia
    Un video molto ben fatto. Bravi!
  2. stampainvia il commento
    I "paladini" della Gelmini
    inviato il 26 ottobre 2008 01:56 da: Cittadella in Lotta
    Cosa succederebbe se a un paio ragazzotti piombasse addosso una folla di oltre duecento persone con le peggiori intenzioni? Facile immaginare un evidente cambiamento dei connotati dei malcapitati. Il fatto che questi ne siano usciti mantenendo le loro sembianze, non è da addebitare a fantomatici superpoteri dei quattro-cinque impavidi studenti, ma al buon senso e al carattere pacifico degli altri duecento riuniti in assemblea col solo chiaro intento di informare, a chi non ne fosse a conoscenza, gli articoli incriminati della legge 133 e il Dl 137.
    Il video girato venerdì mattina alla Cittadella, è la conferma dell’arretratezza culturale e dell’incapacità di comprendere una tanto folta partecipazione studentesca, tipica dei nostri tempi.
    Ci dispiace come studenti e come cittadini che nel XXI secolo arrivino immagini di questo tipo. Per dovere di cronaca è giusto raccontarvi come si sono evoluti i fatti quella mattina. Il movimento Cittadella in Lotta composto da molti studenti delle Facoltà della Cittadella, da giovedì 23 ottobre ha intrapreso un’azione informativa basata sull’interruzione delle lezioni per spiegare le motivazioni della protesta degli studenti italiani. Chimica, Farmacia, Ingegneria, Matematica e Fisica sono state le Facoltà “visitate” nei due giorni iniziali di mobilitazione, con l’approvazione di molti professori e studenti per la nostra iniziativa. Venerdì mattina, al termine del nostro tour, abbiamo deciso di iniziare l’assemblea in mezzo alla strada di fronte la Facoltà di Ingegneria, bloccando il traffico veicolare. Quest’azione dimostrativa doveva durare una decina di minuti, il tempo necessario per incrementare il già folto gruppo. Ed effettivamente, durante quei minuti molti studenti, interessati e incuriositi, hanno lasciato libri e quaderni, aggregandosi di conseguenza. L’iniziativa sortiva gli effetti sperati, cioè quelli di creare un grosso corteo per scendere in centro a Catania e raggiungere gli altri studenti già da giorni in mobilitazione. Al termine dell’assemblea, mentre venivano ricordati gli impegni della giornata, è successo qualcosa in mezzo alla folla. Un paio di studenti, che fino a qualche minuto prima erano stati a guardare la situazione, hanno deciso di assurgere alle posizioni di “guardie municipali” creando un varco, con metodi “poco gentili”, per fare passare le auto con l’intenzione di rovinare questo momento di forte partecipazione democratica degli studenti. Ciò che è successo poi, è facilmente riscontrabile dal video annesso all’articolo dei ragazzi di Step1 dal quale, se guardato con attenzione, si evince un chiaro intento di provocazione violenta e ingiustificata. Il punto è che l’assemblea, quando sono cominciate le “scaramucce”, era già finita, per cui questi “tutori dell’ordine e difensori del diritto allo studio” avrebbero potuto ascoltare e capire che di lì a poco avremmo comunque cambiato luogo per proseguire la nostra assemblea. Tutto ciò si poteva evitare. Invece no. Con la tracotanza tipica dell’ignoranza, questi individui, grazie anche alla nostra buona fede, hanno usato metodi violenti tentando di far degenerare la bella atmosfera che si era creata. Erano dei provocatori per i quali la partecipazione è un concetto lontano anni luce oppure si trattava di bulletti di quartiere, travestiti da studenti, il cui unico modo di comunicare è la violenza fisica? L’importante è che alla fine nessuno di loro sia riuscito a interrompere questo momento aggregativo, infatti gli studenti in protesta, superati i primi istanti di tensione e stupore, si sono prontamente spostati per impedire che venisse inquinato il carattere pacifico della manifestazione, marchio caratterizzante di tutte quelle svolte in Cittadella. Grazie a noi, nessuno si è fatto male, neanche loro, per cui consideriamo questa spiacevole parentesi come un monito per guardarci le spalle durante le prossime iniziative. La nostra protesta continua comunque, sempre qui alla Cittadella, sempre contro la violenza ma non per questo senza determinazione.

    N.B.
    Lunedi ore 10.00 assemblea presso la sede di Fisica
    Martedi ore 10.00 assemblea generale della Cittadella presso l'edificio Polifunzionale
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